Una grande mostra di Marco Tirelli alla Cardi gallery di Londra

Londra

La prima grande mostra personale nel Regno Unito di Marco Tirelli. Ci ha pensato la Cardi gallery a organizzarla, dal 25 giugno al 4 settembre. Una antologica con oltre 150 opere in un allegorico viaggio sviluppato su quattro piani dello spazio della galleria a Londra, comprensiva di disegni, dipinti, fotografie, e piccole sculture, di cui molte inedite.

Tirelli studia scenografia e tra gli anni 80 e 90 ed è stato uno dei membri più attivi della Nuova Scuola Romana. Il suo bagaglio culturale si compone anche della complessità visiva e della stratificazione storica delle sue città, Roma e Spoleto. Luoghi che hanno profondamente segnato il suo vocabolario di ricordi personali e allegorici. Le sue opere sono popolate da un archivio visivo molto complesso, costruito con il passare del tempo fin dalla prima infanzia.

Installation view. Courtesy Cardi Gallery

Attraverso delle reti di associazioni e connotazioni esse riescono a attivare i regni mentali del ricordo culturale, della memoria collettiva e delle concezioni convenzionali di rappresentazione del valore.

L’artista incorpora strategie espositive mutuate dal tardo Rinascimento, come lo Studiolo, una stanza colma di oggetti interessanti, intesa come luogo di contemplazione di un nobile, per costruire affascinanti installazioni immersive, abitate da griglie di disegni e sculture in bronzo, che funzionano come flussi di coscienza spaziali e visivi.

Nelle composizioni di Marco Tirelli si ritrovano forme geometriche, elementi del mondo naturale, strumenti, macchinari artificiali, forme architettoniche e oggetti del mondo quotidiano, caratterizzate da una forte tensione tra illusione e realtà; tra luce e oscurità. Queste ultime sono generate dallo spazio stesso, in quanto sono state scritte con la luce; sono originate dall’ombra e pertanto diventano visibili. Tirelli ha padroneggiato nel campo delle ombre e le sue opere incarnano perfettamente questo mistero impalpabile.

I soggetti di Tirelli non sono oggetti in sé, ma la loro rappresentazione. Prendendo in considerazione l’allegoria della caverna in Platone, esse mettono in discussione la capacità umana di sperimentare e conoscere il mondo reale. Contenute dallo spazio circostante, uno spazio intenso quale potenziale universale delle connessioni tra gli oggetti, come descritto da Marleau Ponty, con il loro senso complessivo e la loro percepita profondità, questi oggetti sono esistenziali. Costringono lo spettatore a mettere in discussione la percezione della realtà e allo stesso tempo gli consente di smascherare e liberare il potenziale simbolico dell’oggetto raffigurato.

https://cardigallery.com/exhibitions/marco-tirelli/



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