Italian Twist, la nuova collettiva tutta italiana alla Galleria delle Prigioni

Treviso


Fondazione Imago Mundi inaugura la nuova stagione espositiva de Le Gallerie delle Prigioni con Italian Twist, una collettiva di 19 artisti che mette in primo piano la produzione artistica italiana sottolineandone la ricchezza della cultura visiva. La mostra, a cura di Elisa Carollo e Mattia Solari si propone come una riflessione sulla produzione artistica degli ultimi 10 anni raccogliendo una serie di opere eterogenee che fanno emergere la molteplicità e la diversità dei linguaggi espressivi: dalla scultura alle arti performative e alla pittura fino alle installazione.

Il risultato è un cortocircuito creativo, una nuova prospettiva sia rispetto alle tecniche e agli stili creativi dei diversi artisti sia rispetto ai temi trattati: il riconoscimento dei diritti civili e di genere, la sorveglianza digitale, la percezione dello scorrere del tempo e le relazioni tra natura e uomo.

Serena Vestrucci, in particolare, con le sue opere in divenire, riflette sul valore di un tempo dilatato, che produce mutamenti impercettibili ed esige pazienza, costanza e cura; Fabio Roncato con le sue sculture decide di
cristallizzare l’attimo, mentre le opere di Luca Trevisani, contenenti frutta e verdure essiccati, mostrano il trascorrere del tempo tramite gli elementi che ci nutrono. Christian Fogarolli nel suo progetto Stone of Madness riflette sulle conseguenze sociali e personali post pandemia, così come Riccardo Giacconi che sceglie di esporre due maschere e tre tende, simbolici sipari di un teatro vuoto, come vuoti sono stati fino ad adesso i luoghi di cultura.
Un cortocircuito evidente non solo nei contenuti ma, come dicevamo anche nelle tecniche utilizzate dai 19 artisti: se la pittura di Paola Angelini recupera e valorizza il patrimonio dell’arte figurativa tradizionale, nel lavoro di Iva Lulashi il gesto pittorico viene invece investito di un significato simbolico di resistenza attraverso un’analisi di memorie personali e collettive della storia più recente. Diego Gualandris sceglie invece di dipingere con pennelli, stracci e indumenti trascinando e mescolando i colori in un’accumulazione di strati; mentre Marta Spagnoli affronta lo
spaesamento della tela bianca rielaborando sedimenti di una sfera simbolica della nostra storia con movimenti senza punti fermi, da cui far sviluppare una nuova narrazione.

CHRISTIAN FOGAROLLI, My Mind is on fire (parte del progetto Stone of Madness), 2018, Installazione, Fusione in vetro, rocce, lampada UV, sabbia minerale. Dimensioni ambientali A. - Courtesy Alberta Pane; Credits: Julia Gaisbacher
DIEGO GUALANDRIS, Bejuquilla, 2020 olio su tela, 200 x 200 x 3,5 cm – Courtesy ADA Projects, Collettiva Italian Twist
RICCARDO GIACCONI, Ecfrasi (curtain) #1, #2, #3, 2018, 3 tende in plastica – Courtesy l’artista e UNA galleria, Collettiva Italian Twist

Info: Gallerie delle Prigioni, 10 giugno / 26 settembre 2021
Piazza del Duomo 20, Treviso

https://www.imagomundiprojects.com/

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