Gli animali visti dagli artisti. La Galleria Laocoonte organizza il suo zoo in una mostra di arte moderna e contemporanea

Roma

Uno spaccato di storia dell’arte moderna e contemporanea offerto secondo una chiave di lettura originale, nuova e molto coinvolgente, che vede come protagonisti gli animali. Questo è il concept di un’interessante mostra che la Galleria Laocoonte ha sviluppato per il nuovo spazio di Vicolo Sinibaldi 5, che inaugura mercoledì 16 giugno.

Una collettiva che chiama a raccolta grandi nomi dal ‘700 ai giorni nostri, che la Galleria ha riunito creando un ponte intergenerazionale, su un tema che da secoli incuriosisce e affascina l’uomo: l’osservazione del mondo animale. È rassicurante notare il rispetto e l’amore con cui molti artisti si sono ispirati agli animali per alcune opere di assoluto prestigio. La mostra, intitolata Laocoon Zoo, proprio per questo motivo riesce a emozionare, ma anche intenerire, incuriosire e divertire.

Si va dagli uccelli esotici di Carlo Antonio Raineri (1765 – 1826), raffinato decoratore della Villa Reale di Monza, al superbo Toro di Gaetano Monti (1776 – 1847) ed alcune curiose rarità come una Testa di tricheco di Franz Anton von Scheidel (1731-1801) e due marmi della Venezia del XVII-XVIII secolo raffiguranti un Leone ed una Sfinge.

Fabrizio Clerici, Omaggio a Dürer, 1978

Ci sono Le scimmie vanitose, Le scimmie ballerine, Le scimmie navigatrici, di Andrea Spadini (1912 – 1983) autore del grande orologio animato di Central Park che a New York ancora attira folle di bambini e genitori, di cui in mostra il bozzetto preparatorio in terracotta dell’Elefante con fisarmonica, La capra con flauto, e L’Ippopotamo violinista. C’è spazio anche per gli eleganti Cavalli in gesso di Publio Morbiducci (1989 – 1963) realizzati per l’E42. Tra le opere di Libero Andreotti (1975 – 1933), uno dei maggiori scultori del Novecento Italiano, è la scultura in bronzo Il mattino, dove un gallo è posato sopra l’anca di una nuda dormiente. Ed altri bronzi con levrieri.

Del disegnatore, cartellonista, grafico cantore della bellezza femminile italiana per mezzo secolo, Marcello Dudovich (1878 – 1962), è esposta una immancabile serie di cani: un Maltese, un Bulldog francese e un Jack Russel Terrier, irresistibili come per un bambino davanti ad una vetrina di animali.

Leoncillo (1913 – 1968) è stato uno dei più interessanti scultori del dopoguerra. Alla sua fase figurativa che precede l’espressionismo informale degli ultimi dodici anni dalla sua breve carriera e vita, la Galleria del Laocoonte ha dedicato una grande mostra nel 2018. Mentre è in corso il catalogo generale dei suoi disegni, tra questi si sono scelti alcuni studi di piatti con gatto, toro e uccellino, mentre delle ceramiche sono presentate il Piatto con pesci e il delizioso Modello di camino con gatti del 1947.

Il gatto di Pericle Fazzini (1913 – 1987) è un’opera che appartenne al grande poeta Giuseppe Ungaretti, a cui Fazzini la dedicò nel 1953: questo gatto aveva un nome, Bobosse, ed era un soriano che adorava fare a pezzi le carte del poeta e giocare a rimpiattino con il suo alter ego di bronzo. Il passo innaturale del felino è una sregolatezza poetica capace di trasformare la posa statica della scultura in idea di movimento.

Publio Morbiducci, Cavallo

Di Fabrizio Clerici (1913 – 1993), architetto razionale e sognatore visionario, pittore metafisico e surrealista, sono esposti il cavallo di Pro – Menade e Il Rinoceronte Omaggio a Dürer.

Eugene Berman (1899 – 1972), è stato il precursore dell’elegante vena surrealista, all’epoca definita “neo-romantica”, da cui molti poi presero ispirazione. Ebreo transfuga a Parigi, era già attivo nel 1925 prima di trasferirsi negli Stati Uniti, dove fu scenografo di successo per il Metropolitan Opera House. Nel 1955 si trasferisce in Italia, già terra della sua ispirazione mitica e archeologica ispirazione, eleggendola come patria definitiva. Del raffinato disegnatore è esposta una Testa di Ariete, in cui si riconoscono i tratti del dio Pan, e un Cavallo di Troia indocile ai suoi costruttori, disegnato per la rivista Life nel 1962.

Di Primo Sinopico (1889 – 1949), originalissimo illustratore per la pubblicità degli anni Venti e Trenta sono un romantico Elefante che tiene un fiore con la proboscide e un albero popolato di vispi Scoiattoli rossi, in ansia per un boscaiolo che sta per abbattere la loro aerea dimora.

Un cane ben diverso, fuggito da qualche muta infernale, è quello disegnato in corsa, nello splendido grande foglio, di Renzo Vespignani (1924 – 2001), che è stato il più dotato disegnatore del dopoguerra.

Sirio Tofanari (1886 – 1969), è stato, dopo Rembrandt Bugatti, il più grande scultore animalier del Novecento. Al perfetto bronzista fiorentino è dedicata un’intera sezione con un’introduzione di Alfonso Panzetta. Una Razza marina sospesa nel nuoto come un aliante, una Tartaruga di terracotta, raro pezzo unico, e due gruppi di Gazzelle in argento cesellate e preziose come gioielli, e un piccolo Cane in bronzo. Inoltre, una serie disegni a carboncino che stupiscono per la resa realistica dei molti animali rappresentati.

In mostra anche un superbo gallo di Alberto Martini (1976 – 1954), il mago del bianco e nero, mentre di Orfeo Tamburi (1910 -1994) si espone Il camaleonte, illustrazione per la copertina del romanzo di Curzio Malaparte Don Camaleo. Di Pippo Rizzo (1897-1964) è l’intreccio di Serpenti, mentre di Francesco Casorati (1934-2013) la solitaria Cavalletta in campo azzurro.

Spazio anche a Pino Pascali (1935 – 1968), la giocosa balena Moby Dyck, e allo scultore Luciano Ceschia (1926-1991), con il Re dei cinghiali, terracotta che ricorda le animazioni della Principessa Mononoke di Hayao Miyazaki.
Ma la mostra arriva fino agli ultracontemporanei, con Patrick Alò, che usa rottami veri e propri, parti di motori e macchine agricole ed utensili rotti dall’uso, dando loro vita o apparenza di vita. Si ispira spesso alla scultura classica i cui capolavori ripete in una maniera che rammenta la fantascienza robotica e gli automi dell’Illuminismo. In questo caso l’artista ha dato vita invece a meccanici insetti fuori misura, ad una rana che pare opera d’orologeria, ad una Testa di cavallo corazzata di pezzi di automobile come piastre d’armatura e ad un Gallo che sembra stia per muoversi.

Info: https://www.laocoontegalleria.it/

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