Un giorno in casa, la mostra negli spazi di SmaRT

Smart, nuovo polo per l’arte

Roma


Inaugura oggi martedì 8 giugno Un giorno in casa, la mostra a cura di Davide Ferri e Saverio Verini in cui nove artisti riflettono sulla centralità che la casa, a seguito della pandemia, ha acquisito nella vita di tutti. In esposizione, negli spazi di SmaART solo opere pittoriche che, in modo diverso, mettono in evidenza quanto la casa oggi rappresenti tante cose: uno spazio vitale, una zona di sicurezza, un luogo di reclusione e costrizione e anche un’ area di inibizione o esaltazione di bisogni e pulsioni.

GLI ARTISTI
I nove artisti, di generazioni diverse, affrontano il tema sfruttando con abilità le proprie capacità artistiche creando un’ esposizione eterogenea e molto profonda. Le nature morte di Alessandro Fogo (Thiene, 1992) sono “accese” da enigmatici bagliori e intensi contrasti della luce o dei piani dell’immagine; le visioni d’interno di Anna Capolupo (Lamezia Terme,1983) apparentemente placide, contengono, in forma disarticolata, elementi enigmatici e misteriosi; l’intervento sulle pareti di Amedeo Polazzo (Starnberg, 1988) propone in uno spazio interno della casa uno sfondamento fittizio verso l’esterno, facendo incontrare in un unico ambiente frammenti di spazi eterogenei; le visioni compostamente oniriche di Lula Broglio (Sanremo, 1993), animate da figure destabilizzanti ed eccentriche possono ridefinire il rapporto tra dentro e fuori; i lavori di Franco Guerzoni (Modena, 1948) aprono la visione del muro a ipotetiche stratificazioni, a un “dentro” del muro che riemerge in superficie attraverso macchie ed essudazioni; i dipinti di Manuele Cerutti (Torino, 1976) si concentrano su visioni minime e ordinarie, con oggetti e frammenti trovati nello studio e negli immediati dintorni, che diventano, ingranditi e ricombinati, figure di cui l’artista prova a ritrarre la “presenza umana”; i lavori di Farid Rahimi (Losanna, 1974) variano e ripetono incessantemente, in una serie iniziata alcuni anni fa, l’immagine di una stanza, esplorando attraverso questo unico soggetto, capace anche di virare verso l’astrazione, diverse potenzialità della pittura; nei dipinti di Miltos Manetas (Atene, 1964) soggetto dei quadri è un elemento che scorre a margine del nostro campo visivo ma onnipresente nella vita contemporanea — cavi elettrici rappresentati in forma di grovigli che sono insieme nature morte e paesaggi; le opere di Giulio Saverio Rossi (Massa, 1988) sono spesso frutto di veri e propri “esercizi di visione” che qui approdano a un paesaggio ritratto dall’interno e visto attraverso il vetro opaco di una finestra, che diventa un’immagine rarefatta, gassosa, mobile.

Il risultato è una mostra di grande impatto visivo che trasmette ai visitatori una dimensione del tempo velata di ordinarietà e quotidianità, con le sue variazioni di luce, che può rimandare a una dilatazione o una contrazione temporale.

Info: martedì 8 giugno 2021 | ore 16:00/20:00
9 giugno – 8 ottobre 2021 (su appuntamento). Fondazione smART – polo per l’arte Piazza Crati 6/7, Roma