Hypermaremma al via, con la prima installazione di Mandalaki sulla torre di Talamonaccio

Talamone

Non poteva essere scelta una location migliore per rappresentare un dialogo con il sole e il tramonto, suggerendo l’idea dei nuovi orizzonti. La torre di Talamonaccio è la prima location di una nuova storia scritta da Hypermaremma, la rassegna di arte contemporanea che anima e ispira il territorio maremmano.

La terza edizione di Hypermaremma è partita il 30 maggio con la suggestiva installazione site specific di Mandalaki realizzata sull’iconica torre nel promontorio di Talamone. Un luogo di fascino quasi violento, a picco sul mare, denso di storia e di storie, dagli Etruschi ad oggi, e adesso trasformato in un teatro di contaminazione artistica.

L’opera Hymn to the sun gioca con la leggerezza della luce. La torre è stata infatti ridisegnata dai dispositivi ottici della serie Halo. Volumi e superfici la trasfigurano con colori lisergici che conducono l’osservatore a vivere un dialogo immaginario con il sole.

La parte fisica del progetto, oltre alla straordinaria presenza della Torre, è incentrata su elementi minimali di dimensioni incredibilmente ridotte, scolpiti da lastre solide di alluminio anodizzato, ferro, ottone e vetro. Mandalaki sin dai suoi esordi esplora l’intersezione tra design, arte e tecnologia per creare pezzi unici di alta qualità come risultato di un approccio innovativo tra processi industriali e artigianali che lambiscono il divario tra la ricerca artistica e il design di ultima generazione.

Mandalaki ‘Hymn to the Sun’, 2021 Torre di Talamonaccio courtesy Hypermaremma

Le sue opere sono connotate da forme pure che traducono anni di ricerca tecnica ed estetica in interventi iconici che indagano e utilizzano il linguaggio dell’arte come forma di espressione. Negli ultimi anni Mandalaki si è concentrato su una ricerca, orientata principalmente alla luce e agli strumenti di irradiazione, che ha condotto lo studio alla creazione di Halo Project. Un dispositivo che si pone l’obiettivo di percepire la luce non più come fonte di illuminazione, ma proiezione precisa e segno grafico definito che rimanda alle tonalità presenti in natura e ai processi cognitivi dell’uomo. Viene quindi stabilita una correlazione tra due entità: l’oggetto fisico e la sua proiezione metafisica.

Il risultato è una nuova famiglia di proiettori luminosi a tiratura limitata, concepiti per dar vita a paesaggi composti da gradienti di colore in grado di offrire atmosfere surreali in cui l’osservatore è invitato a immergersi. Disegnare la luce per Mandalaki significa espandere la percezione della realtà: «Progettare la luce – scrive – significa andare a risvegliare sentimenti arcaici e originari: nel futuro avremo sempre più bisogno di intuizioni e oggetti che ci disconnettano da smartphone o computer, come quando ci fermiamo a osservare un tramonto o a guardare un fuoco che arde».

L’ARTISTA
Mandalaki ha esposto le sue opere e installazioni in gallerie, fiere e istituzioni di tutto il mondo, tra cui: Stockholm Furniture Fair, (Stoccolma, Svezia 2013), ICFF Award (NYC, USA 2014), Josef and Anni Albers Foundation (Connecticut, USA 2015), Hong Kong Electronic Show (HK 2016), CES Las Vegas (USA 2017), Rossana Orlandi (Milano, MDW
2018), Matadero, Centro de creaciòn contemporànea (Madrid, Spagna 2019) Observatoire Le Marais (Parigi, 2019), Daimaru (Osaka, Giappone 2019), Giorgio Galotti (Milano, Italia 2020), Galleria Rossana Orlandi (Milano, Italia 2020), The Shouter (Shanghai, 2021).

Il suo intervento apre la nuova edizione di Hypermaremma, che andrà avanti fino alla fine dell’estate 2021. L’installazione Hymn to the sun è visibile fino al 27 giugno 2021.
Info: https://www.hypermaremma.com/it/2021-art/