A Roma impazza la campagna “pubblicitaria” che racconta il Tevere dimenticato: è il progetto artistico di Iginio De Luca

Roma

Il Tevere scorre placido e sornione solcando il cuore della Città Eterna, nell’indifferenza di chi Roma la vive e percorre tutti i giorni. Perché il Tevere ha la caratteristica di risultare quasi “separato” dalla città. Gli ali argini lo isolano dal contesto architettonico di Roma e sembrano mascherare tutte le storie che invece il Tevere porta con sé.

E proprio su questo concetto Iginio De Luca ha costruito il suo progetto artistico che è stato selezionato per il bando Cantica21 promosso dal Mibact. Ha portato il Tevere in città, con un’affissione estensiva sui billboard di vari quartieri.

Il progetto “Tevere Expo” vuole rendere visibile l’oscuro, riesumare l’anima inconscia del fiume e, di riflesso, anche la nostra: quella clandestina data per scordata e mai condonata. Scarti, rifiuti, oggetti smarriti, affogati in un naufragio all’inizio privato e poi pubblico, che dall’acqua affiorano trasfigurati nell’essenza estetica e sostanziale. Reliquie urbane riemerse da un singolare girone dantesco, rese irriconoscibili da metamorfosi chimiche e temporali; una sublimazione alchemica che ne sovverte la natura funzionale e originaria.

Come gli iceberg, la maggior parte degli oggetti è sommersa e una minima percentuale affiora all’esterno: riemergono testimonianze industriali e domestiche di un quotidiano rinnegato che, dopo anni di apnea, varcano il limite, rompono il confine dell’acqua per quello dell’aria.

Le 15 immagini torbide, ovattate, quasi pittoriche, sfocate nei contorni come nei significati, realizzate da Iginio De Luca acquistano carattere evocativo e alternativo a realtà ineluttabili e spietate: quelle della non curanza e dell’abbandono. Stampate in grandi formati su carta blue back sono affisse a Roma su cartelloni pubblicitari, protagoniste di una singolare campagna promozionale che in maniera democratica e popolare sponsorizzano l’inutile, il frammento, l’inservibile.

Il Tevere esonda quindi metaforicamente in strada, sale e irrompe nello spazio pubblico come forma di denuncia poetica che reclamizza la sua anima e ne rivendica il lato più visionario, la sua misteriosa e inquietante bellezza. I manifesti faranno da specchio etico, pretesto simbolico ed estetico a valenza universale per riflettere e riflettersi. Nell’abisso che ci guarda, magnifico e crudele, un accumulo di reperti sfilano nel silenzio del fiume che tutto trattiene e tutto ridà.

I 15 luoghi delle affissioni a Roma:

1- Via Maresciallo Diaz (Ministero Affari Esteri)
2- Lungotevere Maresciallo Diaz (stadio Olimpico)
3- Piazzale Clodio, angolo viale Mazzini, (Tribunale Ordinario di Roma)
4- Viale De Coubertin, piazza Apollodoro (museo MAXXI, Auditorium)
5- Via Pinciana, 55 (Galleria Borghese, Villa Borghese, galleria Nazionale)
6- Corso Trieste, angolo via Trau, 1 (villa Torlonia, via Nomentana)
7- Via delle Scienze (università La Sapienza).
8- Via Tiburtina, San Lorenzo (Casa della Memoria, Pastificio Cerere)
9- Via Prenestina, piazzale Labicano (Porta Maggiore)
10- Via Palmiro Togliatti, angolo via Serafini (Cinecittà)
11- Via Duilio Cambellotti (teatro Tor Bella Monaca)
12- Via Tuscolana (Acquedotto Claudio, Quadraro)
13- Piazzale 12 ottobre 1492 (stazione Ostiense, Eataly, Piramide)
14- Largo Giovanni Battista Marzi, (lungotevere, ponte Testaccio, Mattatoio)
15- Viale Trastevere, 141 (Ministero della Pubblica Istruzione, Mibact).

https://www.cantica21.it/

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