Gli Uffizi vendono il Tondo Doni di Michelangelo in formato digitale, autenticato da blockchain

Firenze

Le Gallerie degli Uffizi sono il primo museo italiano a concretizzare la vendita di una serigrafia digitale di un capolavoro della collezione, autenticandola con blockchain. L’opera è il Tondo Doni di Michelangelo e la serigrafia digitale è protetta da un brevetto made in Italy, DAW® (Digital Artwork), realizzato per contribuire la diffusione del patrimonio digitale. Si tratta della prima opera d’arte digitale autenticata da blockchain venduta in Italia per una cifra così alta.

La cornice ne è fedele copia fisica, mentre l’opera è una trasposizione ad alta definizione, realizzata e brevettata dall’azienda Cinello. Prodotto in serie limitata, certificato, in scala 1:1, la nuova opera d’arte digitale autenticata da blockchain è esattamente identica al capolavoro dal quale viene ricavato e tutelato con un sistema di crittografia digitale, che lo rende assolutamente incopiabile e unico.

Per ogni DAW® viene creato inoltre un token NFT sulla Blockchain che certifica la proprietà della riproduzione ad altissima risoluzione. Il DAW® del celeberrimo Tondo michelangiolesco custodito agli Uffizi di Firenze è il primo esemplare in assoluto ad essere stato venduto dall’azienda.

Franco Losi, Amministratore Delegato Cinello, e Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi di Firenze

L’intesa tra l’impresa e le Gallerie prevede il versamento al museo del 50% del ricavo netto dal prezzo di vendita per ogni DAW® creato sulla base di un dipinto scelto dalla selezione di opere al centro dell’accordo stesso. Tra queste, vi sono la Madonna del Granduca, la Velata e la Madonna del Cardellino di Raffaello, La nascita di Venere, la Primavera e la Calunnia di Botticelli, L’annunciazione e il Battesimo di Cristo di Leonardo, L’Eleonora da Toledo del Bronzino, il Bacco di Caravaggio, I quattro filosofi di Rubens, La leda e il cigno di Tintoretto, la Venere di Urbino di Tiziano, La veduta di Palazzo Ducale a Venezia di Canaletto.

Una volta realizzato, il DAW® viene corredato da certificato di autenticità firmato dal Direttore del museo detentore dell’originale.

Questa tecnologia sta prendendo rapidamente piede nel mercato dell’arte, anche per le opere nate per essere digitali. Molti artisti e molte gallerie si stanno adeguando, perché tale innovazione sta aprendo delle reali prospettive di mercato per la produzione artistica digitale, finora ritenuta una “leccornia” per una piccola nicchia di collezionismo.

https://www.uffizi.it/