Davide D’Elia, ri0

Roma

Abbiamo visto ri0 la mostra personale di Davide D’Elia da Ex-Elettrofonica il giorno dell’opening il 17 aprile 2021: diverse persone ed entrate contingentate e organizzate in una giornata mite, una tipica giornata romana di aprile.
Non siamo ancora in estate ma quel giorno mi sembrava di esserlo.
Sì, la mostra di Davide D’Elia ci fa arrivare fino a lì, ci fa fare un salto di qualche mese e ci fa tornare indietro nel tempo, a quando eravamo bambini: liberi.
Ci porta su spiagge, ci fa immaginare il mare e le sue storie, i suoi viaggi.
Ci fa cercare qualche ricordo, qualche ricordo che forse avevamo messo da parte, dimenticato.

DavideD’Elia. ri0, Ex-Elettrofonica, 2021

ri0, racconta un tempo passato, un tempo che è in movimento, come un corso d’acqua (rio) che continua a muoversi senza fermarsi mai. Un movimento continuo che vorremmo controllare anche se sappiamo che è impossibile farlo, così – forse anche per averlo un po’ sotto controllo – ogni tanto lo ricordiamo, provando ad afferrarlo tra le mani per fermare qualche goccia d’ acqua tutta per noi.

ri0 è una mostra che incuriosisce, che colpisce sin da subito per Estati un’opera del 2015: una quadreria che ci apre un paesaggio, un paesaggio in più parti che sa di sogno.

DavideD’Elia, Estati. In ri0, Ex-Elettrofonica, 2021

La narrazione non è chiara, come se tutto fosse coperto da una sorta di nebbia, una nebbia che si alza dal basso, dalla terra, che sa di terra; la guardiamo per diversi secondi accompagnata dalle parole di Elisa del Prete, curatrice della mostra. Poi rimaniamo un po’ in silenzio. E ripensiamo a Tropical Aryballoy, un lavoro del 2011 e poi ancora a Louise del 2013, e ripensiamo all’estate.

DavideD’Elia. Louise, 2013

L’estate è la stagione libera per eccellenza, saluta la primavera che già ci meraviglia con le sue fioriture e le belle giornate e anticipa l’autunno che ci re-introduce alla vita di tutti i giorni, la vita che viviamo per gran parte dell’anno.

ri0 è una mostra vicina a molti tra gli elementi naturali: è una mostra di terra, ce la fa vedere con Estati, ma non solo per questo, perché ri0 ce la fa anche sentire la terra – con l’essere al mondo, l’esistenza, fil rouge di tutto il percorso – ed è anche una mostra di acqua perché ci fa vedere il mare.
ri0 è un viaggio, ci porta anche altrove, in quello che non si vede e percepisce al primo impatto. Ci porta giù, ci porta giù per poi farci risalire, come fanno le muffe, che salgono in superficie piano piano, come quelle di Heavy, che è proprio lì affianco ad Estati. Heavy è un’opera del 2020, un’opera pensata e ripensata in un anno molto complesso; è un’opera che riporta, anche qui, ad un precedente lavoro dell’artista, Palombaro del 2006, tra le sue prime ricerche a proposito.

DavideD’Elia, Heavy. In ri0, Ex-Elettrofonica, 2021, l’artista e Elisa del Prete

Come le muffe che nascono e si decompongono, così le stagioni iniziano e finiscono.
ri0 mette in scena la vita: il suo ciclo, con più mondi abitati da umani e da microrganismi.
E chissà cos’altro.

DavideD’Elia. S.Arcangelo, dalla serie Palombaro, 2006

ri0 è una mostra nostalgica che tocca anche altri piani, piani che non si possono vedere, ma piani che si possono sentire e immaginare. Ci sposta in alto e in basso. Ci fa andare avanti e indietro. E ci fa fermare.

Sì, ri0 è una mostra che fa sognare, che ci fa navigare in molti sensi, su molte rotte.
Ed è qui che entrano in scena, anche il sole e le stelle, sole e stelle a scandire il tempo, a scandire le stagioni, a scandire la “vacanza”. Terra, acqua e cielo.

Primo Letizia e Secondo Letizia, entrambi del 2020, ci aprono poi l’infanzia dell’artista, l’infanzia dell’artista al mare, e ci mettono in scena un suo ricordo in uno spazio temporale molto lontano.

DavideD’Elia, Primo Letizia – Secondo Letizia. In ri0, Ex-Elettrofonica, 2021

E, se Estati apre uno scorcio marittimo romantico, queste aprono dritte al mare, all’acqua per le due boe che le caratterizzano.
D’Elia ci ricorda quando, da bambino, lo stabilimento a cui era abituato ad andare in estate si divide: dal Letizia nascono il Primo Letizia e il Secondo Letizia, così si dividono anche amici, e le relazioni cambiano.
Da qui, la boa inizia a significare per lui un punto da raggiungimento ma anche di separazione, oltre che – come accadeva fino a prima della divisione – il mare e l’estate più in generale.

Davide D’Elia carica la boa, come oggetto, di vitalità e forza; quel voler toccarla, ogni volta che arriva a mare, ogni volta che si apre la stagione estiva, gli fa scattare qualcosa dentro, qualcosa che gli dà ritmo.
Fissata, la boa rimane lì, al punto in cui è ancorata, per tutta la stagione, come ad aspettare, come una stella, una stella che mi piace definire una “stella nel mare”: un punto fermo che dà l’obiettivo, l’orizzonte, il limite.
Perché d’estate, davanti al mare, soprattutto da bambini, non vediamo l’ora di tuffarci per avere un contatto con l’acqua, per giocare, da soli o con gli altri.

Così, arriviamo ad Apnea, un lavoro del 2019, una metafora: una porta che ci apre altri limiti, forse ci allontana dal caldo avvicinandosi agli ultimi giorni di agosto, quando l’afa estiva muta e talvolta inizia qualche leggera pioggerellina.

DavideD’Elia, Apnea. In ri0, Ex-Elettrofonica, 2021

Pensiamo ad Apnea come ad uno strumento, come quelli che D’Elia ci faceva vedere in BALB Booze Around Light Bulbs del 2013, qualcosa di utile per fare delle azioni.

Quindi con lei si dimentica immediatamente, di improvviso, il lido Letizia, le sue suggestioni e i ricordi d’infanzia raccontati dalla vivavoce di Davide D’Elia e fermiamo per qualche secondo il respiro, probabilmente per domandarci il perché di quella porta lì, di quella porta lì così vicina. E immaginiamo con noi tutti gli spettatori andare in apnea, sospendendo quell’atmosfera infantile che opere come Primo Letizia e Secondo Letizia avevano rivitalizzato; vogliamo andare per qualche secondo sott’acqua, qualche secondo prima di aprire quella porta stagna.

Apnea interrompe nettamente quel flusso di memorie che ci scorreva prima di trovarcela davanti. Perché l’estate passa, e con lei tutte le sue “magie” che ci dispiace sempre lasciare quando sta per finire, ed è proprio in questo momento, a nostro avviso, che vorremmo rimanere in una sorta apnea; sì, è così che leggiamo quest’opera dell’artista.

L’Estate è una stagione ma non è solo una stagione, è un momento in cui ci sentiamo diversi: nella mappa della nostra esistenza rappresenta sempre un terreno importante. Un momento in cui si fa meno sul serio, e lo spirito si nutre inconsapevolmente. Niente è forzato. L’estate è una meta, una meta che Subacquea, l’opera che chiude la mostra, sembra cristallizzare grazie ad una serie di fotografie che raccontano un’unica storia: un’ultima immersione per salutare la nostra calda stagione e rimanere ancora un po’ con lei, nelle sue profondità.

DavideD’Elia. Apnea. In ri0, Ex-Elettrofonica, 2021

Così rimaniamo da soli, nel sommerso pieno di sale, come per conservarne il ricordo.
Una meccanica naturale e semplice per arrivare all’autunno più sereni.

ri0 è una mostra fatta di umori, ricca di nostalgia e densa di elementi vitali: aria, acqua, terra, fuoco. Una mostra che porta di nuovo alla vita diversi aspetti anche psicologici. Una mostra che parla di molti di noi. Apre ad un immaginario fatto di simboli e di gioco; fatto di relazioni con gli altri e di segni che ci portiamo dietro, stagione dopo stagione.

ri0 fa recuperare molti pezzetti del passato e apre in noi una nuova stagione in città in un momento così difficile: uno splash che rinfresca corpo e mente, e che ci auguriamo tutti di fare presto.

Dal 17 aprile al 30 giugno
ri0, di Davide D’Elia
Ex Elettrofonica
Vicolo di Sant’ Onofrio, 10 Roma
Info: http://www.exelettrofonica.com/it/home-it/

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