Georg Baselitz in mostra a Venezia

Venezia

Georg Baselitz torna in Italia con una mostra al museo di Palazzo Grimani di Venezia, dal 19 maggio 2021 a settembre 2022.

Un progetto, intitolato Archinto, con dodici nuovi dipinti realizzati dall’artista tedesco per la Sala del Portego. Un innesto contemporaneo negli ambienti classici e lussuosi del Palazzo, in omaggio alla città e alla sua tradizione artistica, alle sue contaminazioni, per stabilire una continuità storica da un lato e dall’altro segnalare una rottura tra l’eredità rinascimentale e la contemporaneità.

Georg Baselitz, Archinto lacht (Archinto ride), 2020. ©Georg Baselitz 2021. Foto Jochen Littkemann, Berlino. Courtesy Gagosian.

È noto l’approccio vigoroso e diretto di Baselitz alla creazione artistica, pur annoverando tra le influenze chiave nel suo lavoro l’arte di Willem de Kooning e Philip Guston, così come di altre tradizioni storico artistiche. Nel 1969 ha iniziato a realizzare immagini invertite, con l’obiettivo di rallentare i processi di creazione, osservazione e comprensione.
Nel corso degli ultimi cinquant’anni – spesso reinterpretando e riferendosi al proprio corpus di opere – Baselitz ha ulteriormente ampliato il suo linguaggio visivo con una serie di allusioni storiche e formali, pur ritornando costantemente alla figura umana come suo soggetto principale.

Il titolo della mostra e i suoi lavori fanno riferimento all’enigmatico ritratto del Cardinale Filippo Archinto che Tiziano realizzò nel 1558, caratterizzato da una pennellata densa che confonde la figura con lo sfondo. Titoli come Archinto durcheinander (Archinto confuso) (2020) portano la sensibilità dei maestri antichi in un contesto attuale, mentre la qualità spettrale delle immagini stesse allude al tema artistico costante della mortalità umana.

Georg Baselitz
Georg Baselitz, Jorn, 2020. ©Georg Baselitz 2021. Foto Jochen Littkemann, Berlino. Courtesy Gagosian

I dipinti in Archinto confermano l’interesse e la passione di Baselitz per le tecniche di incisione. Il soggetto è dipinto su una tela che, ancora umida, viene appoggiata a una seconda. Applicando una pressione l’immagine si trasferisce da un supporto all’altro: la prima tela viene scartata mentre la seconda diventa il lavoro ultimato. Comparato alla tecnica di incisione tradizionale tuttavia, questo processo permette un controllo solo parziale sul risultato: un residuo frammentato dell’immagine iniziale viene trasferito sulla superficie finale, mentre notevoli variazioni di colore e di struttura derivano dalla pressione. Le imponenti sculture in bronzo e rame, come Zero Mobil (Zero Mobile) (2014) – un nodo di rame scuro che sconvolge l’architettura teatrale della sala centrale del museo – e i correlati Marokkaner (Marocchino) (2012) e Bündel (Fascio) (2015), creano una solidità grezza che spesso distoglie dall’estetica eterea dei dipinti.

L’ARTISTA
Georg Baselitz è nato nel 1938 a Deutschbaselitz, Germania, e vive e lavora sul lago di Ammer, Germania; ad Imperia, Italia; e vicino a Salisburgo, Austria. I suoi lavori sono inclusi, tra le altre, nelle seguenti collezioni: Kunsthaus Zürich; Fondation Beyeler, Riehen/Basilea, Svizzera; Museum Ludwig, Colonia, Germania; Centre Pompidou, Parigi; Tate, Londra; Guggenheim Bilbao, Spagna; Museum of Modern Art, New York; Metropolitan Museum of Art, New York; Solomon R. Guggenheim Museum, New York; e San Francisco Museum of Modern Art.
Ha partecipato alla Biennale di Venezia nel 2015 ed è stato protagonista di mostre negli ultimi anni allo Städel Museum, Francoforte sul Meno, al Moderna Museet di Stoccolma, al Palazzo delle Esposizioni di Roma e al Guggenheim di Bilbao. Nel 2019 Baselitz è stato nominato membro dell’Académie des Beaux-Arts in Francia.

Info: https://polomusealeveneto.beniculturali.it/musei/museo-di-palazzo-grimani

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