Arte e mascherine, Acqua Foundation presenta Last Breathe, l’opera sull’ambiente dell’artista Andrea Villa

ACQUA FOUNDATION è un’associazione filantropica che si occupa della preservazione dell’acqua e della sua governance a livello globale, collaborando con artisti italiani e internazionali. L’obiettivo primario di ACQUA FOUNDATION è di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’acqua come bene primario, per contribuire a migliorare l’attuale crisi idrica, informando la comunità sulle questioni che riguardano l’acqua potabile, gli oceani e soluzioni sostenibili per il futuro utilizzando l’arte come mezzo di comunicazione, coinvolgendo artisti che possano fare da eco ad un ampio pubblico. In parallelo, l’associazione sostiene e promuove progetti dedicati all’ambiente.

Tra gli obiettivi principali dell’associazione anche l’educazione e la formazione, stimolando, attraverso l’arte, la partecipazione dei giovani a tematiche politiche e sociali ed introducendo il pubblico locale e nazionale all’arte contemporanea, alla sua applicazione a livello urbano per favorire la rigenerazione del territorio e lo sviluppo sociale della comunità.

ACQUA FOUNDATION vuole sviluppare un network volto a finanziare progetti strategici su scala internazionale sul tema delle risorse idriche. In tale contesto dopo aver partecipato a manifestazioni quali la XII Biennale Europea MANIFESTA a Palermo con un progetto site-specific dell’artista americano Michael Wang e la Biennale di Venezia con un progetto – all’interno del programma parallelo alla Biennale – dell’artista Andreco, realizzando bottiglie d’acqua d’artista in cartone riciclabile per combattere l’uso della plastica, ha in programma il progetto “Last Breath” di Andrea Villa, una campagna sociale a basso impatto ambientale che l’artista ha già annunciato nella sua intervista alla “La Repubblica” (Nazionale), settore cronaca del 9 Febbraio 2021.

“Last Breath” è prodotta grazie agli speciali pannelli (cfr. GALLERY) The Breath (thebreath.it) che hanno una tecnologia specifica “volta al benessere della popolazione, capace di migliorare la qualità della vita e di favorire così un ambiente più sano”: la prima tecnologia a impatto zero pensata per migliorare la qualità dell’aria; il pannello The Breath è il più potente strumento non elettrificato capace di ridurre sensibilmente l’inquinamento atmosferico, grazie alla sua proprietà assorbente.

La campagna avrà un’eco a livello nazionale grazie alla stampa e ai social, e l’utilizzo dei prodotti The Breath è importante per veicolare un messaggio che sia eco-sostenibile da più punti di vista: una comunicazione per l’Ambiente, bene di tutti, attraverso la creazione di 3 pannelli che verranno posizionati sulla facciata di un palazzetto storico di Torino – di proprietà dell’avvocato e collezionista Filippo Mollea Ceirano, nel quartiere Crocetta – il 16 aprile alle 17 con una serie di giornalisti e film-maker che documenteranno l’iniziativa, in accordo con il proprietario dell’immobile.

Andrea Villa è uno street-artist che ad oggi ha creato diverse campagne virali sui mass-media, campagne di sensibilizzazione riprese anche da tutti i media nazionali in Italia e all’estero.

“Last Breath” racconta i danni della plastica dovuti all’uso delle mascherine chirurgiche nel periodo storico che stiamo vivendo, Covid-19: con il progetto l’artista vuole portare l’opinione pubblica a sensibilizzarsi sul tema dello spreco di mascherine, per aprire un dialogo positivo sul loro giusto smaltimento o sulla possibilità di crearne delle versioni riciclabili: è un disastro ambientale di cui si parla ancora poco, non ancora approfondito dalla maggior parte delle campagne pubblicitarie ecologiste.

L’Ispra ha stimato per tutto il 2020 tra 160mila e 440mila tonnellate di dispositivi anti Covid-19 da trattare come spazzatura indifferenziata. Se solo l’1% delle mascherine utilizzate in un mese venisse smaltito in maniera non corretta, si avrebbero 10 milioni di mascherine al mese disperse nell’ambiente. (Fonte: Il Sole 24 Ore).

Non esistono numeri certi su quante mascherine siano state prodotte, vendute o usate nel mondo dall’inizio della pandemia, ma secondo uno studio pubblicato su Environmental Science and Technology e citato da Reuters, dall’inizio della pandemia sono state usate nel mondo ogni mese almeno 129 miliardi di maschere monouso, alle quali vanno poi aggiunte mascherine di altro tipo e altri dispositivi di protezione individuale, come i guanti.

Come già dichiarato a maggio da referenti dall’Istituto Superiore di Sanità (l’ISS), le mascherine vanno nella spazzatura generica (l’indifferenziata) per via dei materiali di cui sono fatte, ma ancora di più perché ogni mascherina è potenzialmente infetta. (Fonte: Il Post).

“Last Breath”, il progetto, verrà esposto anche al museo Emotional Hall di Gorizia, il primo museo di arte multimediale in Italia, con la curatela del critico Nicola Bustreo e sarà citato in “CLIMACT- Communication as Organization: Social Media and Grassroots Participation in Climate Action Mobiliza-tions” dell’ Università Normale di Pisa. Il progetto CLIMACT volge a parlare dei maggiori casi di attivismo ambientalista legati al movimento Fridays 4 Future, ed è costituito ad una serie di interviste alle personalità più prominenti nell’ ambito social-attivismo italiano e belga.

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