Damien Hirst, alcune sue opere inedite in mostra da Gagosian a Londra

Londra

Un gruppo di opere inedite di Damien Hirst, alcune del suo primo periodo, altre poco conosciute. Questo è il concept della mostra alla Gagosian gallery di Londra, dal 12 aprile. Un progetti intitolato Fact Paintings and Fast Scuptures, curato dall’artista stesso, che parla di esistenza, consumismo, ma soprattutto di una certa visione della verità, che nella società è stabilita dalle immagini. Damien Hirst prova a mettere in discussione questo dogma, con una selezione di quadri e sculture.

Imitando le fotografie a colori, i Fact Paintings sono resi a olio su tela, a volte con meticolosa fedeltà, altre volte invece reinterpretando il gesto con fisicità. La loro verosimiglianza richiama il ruolo storico della pittura come strumento per rappresentare il mondo visibile e porta lo spettatore a credere che un’immagine bidimensionale sia, appunto, l’oggetto tridimensionale che viene ritratto. Con la nascita della fotografia nell’Ottocento, il rapporto della pittura con la realtà ha continuato ad evolversi. I Fact Paintings di Hirst esplorano questo rapporto tra il pennello e la fotocamera, intesi come agenti della verità.

Gorilla Eats Green Pepper, 2013. © Damien Hirst and Science Ltd. All rights reserved, DACS 2021 Photo: Prudence Cuming Associates Courtesy Gagosian

La prima mostra della serie Fact, The Elusive Truth, è stata presentata alla Gagosian di New York nel 2005 e si è concentrata su dipinti derivati ​​da fotografie di giornali. Altri soggetti ricorrenti sono le farfalle e i diamanti di Hirst, raffigurazioni dei suoi lavori precedenti e ritratti dei suoi amici e della sua famiglia. Per molti versi, la serie Fact può essere vista come l’autoritratto dell’artista, che mette in evidenza momenti significativi della sua vita e della sua carriera, come Michael with Diamond Skull (2008), che ritrae Michael Craig-Martin, il suo ex tutor alla Goldsmiths, in posa con la famosa scultura For the Love of God (2007); o Self-Portrait as Surgeon (2007) in cui l’artista, vestito di camice blu, è in piedi accanto a un letto d’ospedale; e Cleaning New Baby (Cyrus) (2007) che raffigura suo figlio appena nato.

Nelle Fact Sculptures, invece, Damien Hirst va oltre il readymade, costruendo repliche dettagliate di oggetti reali. In Love Dies Fast (2020) e Station (2014) compaiono elementi fisici di laboratori e spazi di stoccaggio, mentre in Snob (2006-20) e Public School Tosser (2006-20) fa riferimento ai suoi iconici armadietti per gioielli, ironicamente rappresentati con sacchi della spazzatura e bidoni. Altre sculture attestano la preoccupazione di Hirst per l’ordine delle cose e la loro conservazione, altre riassumono una forte attinenza con le vicende recenti legate al Covid. Come Don’t Stop Me Now (2006) e Warsaw (2008), che appaiono piene di forniture mediche.

Incorporando queste merci ormai onnipresenti nelle sculture, Hirst parla al nuovo paesaggio della cultura materiale che è diventato un fatto oscuro della vita contemporanea.

Info: https://gagosian.com/

Photos: ©Damien Hirst and Science Ltd. All rights reserved, DACS 2021Photo: Prudence Cuming Associates. Courtesy Gagosian

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