Al Pastificio Cerere la mostra personale di Giulio Bensasson

Roma

Inaugura al Pastificio Cerere la prima mostra personale di Giulio Bensasson, artista romano classe 1990 che opera nel campo della scultura e dell’ installazione. Ed è proprio con due installazioni site specific, allestite negli spazi del silos e del sotterraneo dell’ex mulino, che l’artista, tra i vincitori del Talent Prize 2020, decide di indagare il tema della perdita del controllo.

Il progetto è aperto al pubblico su prenotazione da giovedì 6 maggio a venerdì 30 luglio 2021 www.pastificiocerere.it.

Il primo lavoro che compone la mostra curata da Francesca Ceccherini, Losing Control #1, realizzato nel sotterraneo Spazio Molini, dove originariamente veniva prodotta la semola, è costituito da tre corpi scultorei costruiti attraverso una composizione di piastrelle – realizzate a mano dall’artista con la tecnica del calco – così nitide e luminose da trasmettere al visitatore un senso di pulizia e ordine quasi maniacale ancora di più se fruite all’interno di uno spazio testimone di un movimento costante e inesorabile di deterioramento.

Con queste sculture Bensasson, pone l’attenzione sulla manifestazione della perdita di controllo nel quotidiano dei luoghi in cui viviamo, raccontandola attraverso un percorso percettivo dedicato alle forme ossessive di cancellazione: l’idea del “pulire, detergere, coprire” sono viste come eliminazione del memento mori, ossia di ciò che simbolicamente ci ricorda l’inevitabile fine della vita. Per contrasto, infatti, le superfici bianche delle piastrelle si inseriscono nello spazio espositivo, consumato dalle muffe e dall’umidità, come presenze surreali e illusorie che evocano un rassicurante senso di staticità, controllo e pulizia. Parte di questo rapporto, fatto di opposizioni formali e simboliche, anche un’opera di natura sonora, progettata con Filippo Lilli, e una scultura olfattiva: un suono statico, profondo e senza ritmo, produce un effetto di repulsione/attrazione mentre diffusori per ambiente sprigionano un profumo di pulito estraneo allo spazio fatiscente.

L’installazione Losing Control #2, invece, realizzata nel silos, l’ ex magazzino del grano, si compone di un grande light box e di piccole diapositive illuminate attraverso visori vintage.
In questo spazio la prospettiva longitudinale diviene espressione per la fuga di luce emessa dal light box, la cui immagine è l’ingrandimento di una diapositiva ritrovata in un vecchio studio di Roma. L’immagine, che in origine catturava un momento preciso e una memoria personale, è oggi l’esito del lavoro incessante di muffe e funghi che hanno sciolto nel colore ogni rappresentazione e liquefatto le pellicole negli acidi che le compongono.

Il tempo, che su queste immagini ha assunto ogni controllo, origina un processo di decomposizione spontanea che deforma l’immagine originale lasciando nascere nuovi paesaggi di colore, forme astratte e organiche, universi fluorescenti.

Se in Losing Control #1 si svelano quei meccanismi psicotici propri della società occidentale legati
al desiderio ossessivo di controllare, a causa del quale gli individui tendono a cancellare dalla propria
esistenza ogni traccia della caducità, in Losing Control #2 la perdita del controllo, qui sotto il
dominio del tempo, diventa un processo generativo che simultaneamente distrugge e crea, cancella
e compone nuovi paesaggi di senso.

La mostra personale di Giulio Bensasson, Losing Control, è visitabile solo su prenotazione all’indirizzo www.pastificiocerere.it dal 6 maggio al 30 luglio 2021.

Giulio Bensasson, Non so dove, non so quando, diapositiva d’archivio 2016 #28. Courtesy dell’artista