Crypto art, Mariagrazia Pontorno lancia l’NFT della sua opera digitale

Milano

Mariagrazia Pontorno lancia l’NFT (token non fungibili) del Giardino di Maresa. Una video animazione digitale che finalmente ritorna al mondo da cui proviene, congiungendosi alla sua aura.
Il Giardino di Maresa – Maresa’s Garden è un’opera del 2007 e da oggi entra nella blockchain dell’arte come Non Fungible Token, acquisendo così quell’unicità sinora negata dallo stesso statuto del digitale. Con la tecnologia nel NFT l’opera, seppur digitale, non sarà quindi più riproducibile La video animazione 3d appartiene a un corpus di video ispirati al Triclinio di Livia – affresco di epoca romana custodito a Palazzo Massimo – e al giardino della collezionista di rose Maresa del Bufalo. Per il primo NFT Mariagrazia Pontorno ha scelto l’opera in cui tutti gli elementi della sua poetica – il pathosformel delle fronde mosse dal vento, la caducità del tempo congelato dall’eterno loop digitale, la natura come forma simbolica – si incontrano, per la prima volta, in un giardino per sempre vivo e verde.

SUL GIARDINO DI MARESA – MARESA’S GARDEN
“La luce del Giardino di Maresa è ferma e limpida, le piante hanno la morbida innaturalezza dell’iperrealismo tipico dell’elaborazione informatica. L’immagine si trasforma a vista, secondo velocità e rallentamenti di un tempo dilatato, sfasato, che sembra modulato dal vento. Guardiamo un arbusto fiorito che ondeggia e si scuote, leggero. E sembra di vedere le prime rose di un mondo straniato, un mondo parallelo, identico e differente da quello che siamo abituati a percepire, un altrove artificiale che ci appartiene profondamente”. Silvia Bordini – 2007

Giardino di Maresa, Still da video
Giardino di Maresa, Still da video

“C’è qualcosa di invisibile nel visibile e nel vedere: sarebbe la vita, e Mariagrazia Pontorno perciò la crea. Inganni della percezione, inganni del reale, finzione per finzione, risponde l’artista. Lo fa infatti – sempre- attraverso una fictitious immagine della natura, che chiama quadri tecnologici. L’ho conosciuta nel Giardino di Maresa, una specie di hortus conclusus virtuale realizzato con l’ausilio del 3d. Sembrava di essere in un giardino vero, animato dal variare delle luci e del movimento leggero del vento.” Simonetta Lux – 2009.

L’ARTISTA
Mariagrazia Pontorno (Catania, 1978) vive e lavora a Roma. Dal 2004 insegna Progettazione Multimediale nelle Accademie di Belle Arti e dal 2018 è docente presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze. La sua ricerca artistica è focalizzata sul rapporto arte/scienza -contemporaneità/tradizione, utilizzando la natura come elemento simbolico. Il suo lavoro è stato esposto in musei italiani e internazionali tra cui: MACRO, Roma; MAXXI, Roma; Biedermann Museum, Donaueschingen; Stadtgalerie, Kiel; MLAC, Roma; Museo di Castel Sant’Elmo, Napoli; Art Center, Thessaloniki; Museo Riso, Palermo; CIAC, Genazzano. E in gallerie private e spazi no profit come: Monitor, Roma; Lithium Project, Napoli; Murat 122, Bari; ISCP, New York; HSF, New York; casa Musumeci Greco, Roma; Passaggi Arte contemporanea, Pisa; Fondazione Noesi, Martina Franca; CCCC (Centre del Carme Cultura Contemporania), Valencia.