Il polittico di Elisàr von Kupffer rivede la luce. L’opera che ha segnato le origini del movmento di emancipazione omosessuale

Ascona

Da ieri è finalmente terminato il restauro del Padiglione Elisarion del Complesso Museale di Monte Verità, un luogo molto rappresentativo ed evocativo dei valori di libertà e uguaglianza. Incastonato nel Canton Ticino, nel secolo scorso, infatti, questo posto è stato crocevia di artisti, scrittori, filosofi, ballerini, tutti attratti sia dal clima mite e dalla bella vista sul Lago Maggiore, sia dal desiderio di trovare individui affini, con cui condividere un percorso di ricerca artistica e spirituale.

Il restauro ha portato nuovamente alla luce il polittico di Elisàr von Kupffer Il chiaro mondo dei beati, grazie a un lavoro realizzato da Petra Helm e Christian Marty, promosso da Fondazione Monte Verità e dall’Associazione Pro Elisarion, nata nel 2008 per salvaguardare l’opera di Elisàr von Kupffer e Eduard von Mayer. Due artisti antesignani della lotta per i diritti omosessuali.

Elisàr von Kupffer, Il chiaro mondo dei beati, 1924-1939. Foto Claudio Berger. Courtesy Fondazione Monte Verità
Elisàr von Kupffer, Il chiaro mondo dei beati, 1924-1939. Foto Claudio Berger. Courtesy Fondazione Monte Verità

Il progetto, finanziato da Confederazione Svizzera, Repubblica e Cantone Ticino, Comune di Minusio, proprietario del dipinto, e da fondazioni private, permette oggi al pubblico di tornare ad ammirare un’opera pittorica che, come tutto il Complesso di Monte Verità, è un bene culturale di altissimo pregio.

Composto da 16 tele, Il chiaro mondo dei beati è un dipinto circolare scenico di quasi 9 metri di diametro. Realizzato sullo stile dei modelli romantici e preraffaeliti, presenta 84 nudi maschili immersi in un idilliaco paradiso terrestre, in 33 scene descritte in versi dallo stesso Elisàr von Kupffer.

L’ARTISTA
Nato in Estonia nel 1872, von Kupffer è stato pittore, poeta, storico e drammaturgo. Con il compagno Eduard von Mayer si stabilisce in Ticino dove fonda il Clarismo, un movimento filosofico-religioso orientato all’emancipazione sociale e sessuale. Tempio del Clarismo fu il Sanctuarium Artis Elisarion, costruito dalla coppia a Minusio, in cui venne collocato il dipinto circolare, visibile al termine di una sorta di percorso iniziatico che conduceva i visitatori dal “Mondo del Caos” al “Chiaro Mondo”.

Alla morte di von Kupffer e di von Mayer l’immobile e il dipinto vennero lasciati al Comune di Minusio, con lo scopo di restare un luogo d’arte e di cultura. L’opera, rimossa dalla sua sede originaria nel 1977 in seguito a una ristrutturazione, 10 anni più tardi venne riscoperta da Harald Szeemann che la inserì nell’esposizione itinerante Monte Verità. Le mammelle della verità dedicata alla storia di questa comunità unica al mondo.

Dopo la mostra – esposta a Zurigo, a Berlino, Vienna e Monaco – nel parco del Monte Verità venne edificato, sulle fondamenta del solarium della vecchia colonia, l’edificio destinato a ospitare l’opera. Oggi il Padiglione Elisarion è parte integrante del Complesso Museale di Monte Verità (insieme a Casa Anatta, con la permanente di Harald Szeemann e le capanne aria e luce, esempi delle prime abitazioni dei fondatori della colonia vegetariana) e ospita una mostra introduttiva a cura di Andreas Schwab.

https://www.monteverita.org/it

Elisàr von Kupffer, Il chiaro mondo dei beati, 1924-1939. Foto Claudio Berger. Courtesy Fondazione Monte Verità
Elisàr von Kupffer, Il chiaro mondo dei beati, 1924-1939. Foto Claudio Berger. Courtesy Fondazione Monte Verità

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