Dal ghetto di Venezia a Canterbury, la Pasqua cristiana e quella ebraica unite dal viaggio dell’opera di Edmund de Waal

Canterbury

Da Venezia a Canterbury, questo il viaggio dell’installazione di Edmund de Waal, noto artista contemporaneo britannico. La sua opera Sukkah, originariamente pensata per la sinagoga Scola Canton di Venezia e che vi era stata installata in occasione della Biennale 2019, è stata adesso collocata nella cattedrale di Canterbury per le celebrazioni della Pasqua. La location scelta è la bellissima Cappella di San Gabriele, famosa per i suoi sorprendenti affreschi dell’inizio del XII secolo e le sculture romaniche di animali che suonano strumenti musicali.

«È un grande privilegio portare quest’opera in un luogo che ho conosciuto e amato fin dall’infanzia – ha detto Edmund de Waal -. Sukkah si è spostata dallo spazio del ghetto ebraico veneziano a una delle aree più antiche della cattedrale di Canterbury. Entrambi questi spazi contengono immagini di celebrazioni religiose e mi sembra opportuno annunciarlo alla vigilia delle due grandi feste di Pasqua, quella ebraica e quella cristiana. Spero che qui si sprigioni la sua risonanza di vulnerabilità e protezione, contemplazione e preghiera».

Installation view. Image ©Edmund de Waal. Courtesy the artist. Photo Alzbeta Jaresova
Installation view. Image ©Edmund de Waal. Courtesy the artist. Photo Alzbeta Jaresova

L’installazione è stata originariamente concepita per la Sukkah nella sinagoga Scola Canton nel ghetto ebraico di Venezia per la Biennale di Venezia 2019. Sukkot, la Festa dei Tabernacoli, è la festa che commemora i quarant’anni di vagabondaggio nel deserto del popolo ebraico. L’opera è composta da nove torri che sembrano fluttuare sopra il tavolo, ciascuna contenente alti vasi di porcellana bianca e pezzi inclinati di acciaio dorato, che catturano la luce dalle vetrate medievali.

La luce che risplende attraverso le antiche vetrate colorate cambia ora dopo ora e giorno dopo giorno, e il riflesso si percepisce quando se ne osserva l’effetto sull’installazione, ma si manifesta anche simbolicamente: rappresenta la capacità mentale e spirituale di riflettere sulla nostra condizione umana e sulla sua capacità di viaggiare oltre i limiti apparenti che sperimentiamo durante l’esistenza. Allo stesso tempo rappresenta un invito al cammino di fede e alla speranza per il futuro. Un messaggio che si concilia perfettamente con il significato della Pasqua nelle due grandi religioni monoteiste che la celebrano, quella cristiana e quella ebraica.

Robert Willis, Decano di Canterbury ha commentato: «Ci sentiamo privilegiati e profondamente commossi nel vedere l’opera nella cappella di San Gabriele nella cripta della Cattedrale di Canterbury in questo periodo dell’anno significativo per le comunità ebraiche e cristiane. Si tratta di un’opera che ci ricorda la fragilità non solo della vita, ma anche dei rifugi che costruiamo durante i nostri viaggi umani. Sukkah arricchirà la vita della Cattedrale nella Settimana Santa e nella Pasqua con la sua presenza in mezzo a noi».

https://www.edmunddewaal.com/

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