Le Serpentine galleries cambiano nome. Dopo lo scandalo degli oppiacei prendono le distanze dalla famiglia Sackler

Londra

Manca solo Wikipedia, ma forse è questione di ore, ad aggiornare il nome di una delle due Serpentine galleries, la Sackler, che dovrebbe perdere il nome della celebre e discussa famiglia. Dopo questo passo si potrà dire completata quella che ufficialmente è stata definita un’operazione di rebranding, ma che in realtà è un vero e proprio cambio di nome per prendere le distanze da un apparentamento che da ottobre scorso sta generando più imbarazzi che vantaggi.

IL FATTO
La famiglia Sackler da anni è attiva con il suo slancio filantropico nella promozione dell’arte contemporanea. Ha anche contribuito ai lavori di riprogettazione di una delle due Serpentine galleries nel 2013 da parte di Zaha Hadid, tanto che quel momento hanno anche dato il loro nome alla galleria, diventata la Sackler gallery. Ma negli ultimi tempi la famiglia è stata coinvolta in un grave scandalo internazionale. Dall’anno scorso si sono, infatti, la loro casa farmaceutica, la Purdue Pharma, è piombata nell’occhi del ciclone per il loro antidolorifico OxyContin, un potente oppiaceo che, specialmente negli USA, ha provocato molti casi di dipendenza ed è stato additato come un vero e proprio flagello sociale. Le campagne di comunicazione contro la commercializzazione del farmaco hanno indotto molti a intentare cause contro la Purdue Pharma, che oggi rischia il fallimento per le altissime somme che dovrà pagare per i risarcimenti.

E così adesso quel nome, che fino a pochi anni fa era sinonimo di mecenatismo e filantropia, porta con sé un’onta di portata internazionale, da cui diventa necessario prendere le distanze.

GLI ARTISTI
Diversi artisti e attivisti hanno fatto pressioni sulle istituzioni artistiche per tagliare i legami con i Sacklers. Nella sua mostra del 2019 alle Serpentine, l’artista Hito Steyerl ha rilasciato anche un’app in realtà aumentata che consentiva agli spettatori di cancellare il nome di Sackler dall’edificio. E dal 2017, l’artista Nan Goldin, che ha fondato l’organizzazione Sackler P.A.I.N., protesta contro i musei che hanno accettato i finanziamenti di Sackler, incluso il Guggenheim.

Protesta artisti al Guggenheim museum
Protesta artisti al Guggenheim museum

LA VICENDA GIUDIZIARIA
La Purdue Pharma si è dichiarata colpevole in ottobre per la commercializzazione di OxyContin. L’accordo di 8,3 miliardi di dollari includeva 225 milioni di dollari in sanzioni civili da pagare dalla famiglia. L’azienda è attualmente coinvolta in un contenzioso fallimentare. La scorsa settimana è stato presentato un piano di ristrutturazione fallimentare che costituirebbe una nuova società e rimuoverebbe la famiglia Sackler dalle posizioni di comando.

LE SERPENTINE GALLERIES
Intanto le gallerie londinesi hanno avviato ufficialmente il cambio di nome. La Sackler gallery attualmente sia sul web sia su Maps figura come Serpentine North gallery. Anche se hanno dichiarato che non è una conseguenza della controversia che riguarda i Sackler, ma è solo un rebranding. Ci crediamo?

https://www.serpentinegalleries.org/

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