Torna Fotografia Europea, con la mission di ripensare il mondo in cui viviamo

Reggio Emilia

Quest’anno il grido di battaglia è un verso di Gianni Rodari: “Sulla Luna e sulla Terra, fate largo ai sognatori”. Il festival Fotografia europea ha deciso di ispirarsi a questo concept per stimolare la creatività dei fotografi che partecipano alla nuova edizione di uno dei festival di fotografia più interessanti d’Italia. Anche quest’anno organizzato da Fondazione Palazzo Magnani a Reggio Emilia, dal 21 maggio al 4 luglio, ma con una rinnovata direzione artistica, in cui Diane Dufour e Tim Clark affiancano Walter Guadagnini.

In molti hanno aderito alla call, rispondendo alla mission di guardare in alto, produrre contributi visivi che accompagnino verso prospettive nuove e necessarie, soprattutto in questo periodo di spaesamento. Molti progetti infatti si interrogano sul ruolo delle immagini e della cultura visiva in questo particolare momento storico, ponendo l’accento sulla natura complessa delle fotografie, che con la loro indeterminatezza, provvisorietà, ambiguità, sono un ottimo punto di partenza per ripensare il mondo in cui viviamo.

IL FESTIVAL
Nato con l’obiettivo di creare un appuntamento nazionale e internazionale capace di consolidare un lavoro permanente sulla fotografia, coinvolgendo artisti di fama internazionale e le principali istituzioni culturali e spazi espositivi del territorio, il festival richiama ogni anno un pubblico ampio ed eterogeneo, di addetti ai lavori, curiosi e appassionati. L’arrivo, accanto a Walter Guadagnini nella direzione artistica, di Diane Dufour, direttrice fino al 2007 di Magnum Photos, fondatrice dello spazio espositivo Le Bal (Parigi) e collaboratrice di Fotografia europea dal 2015 al 2017, e di Tim Clark, curatore e docente, fondatore e capo redattore del magazine online di fotografia 1000 Words, rafforza ulteriormente gli obiettivi di internazionalizzazione e di arricchimento del progetto. Inoltre, forte della collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, il Festival ha creato negli anni una rete con le più importanti istituzioni culturali del territorio, che quest’anno vedono in particolare il coinvolgimento del MAST di Bologna, della Collezione Maramotti (RE) con le mostre Show Case. L’archivio esposto e Mollino/Insides, e di Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea di Rubiera (RE) che esporrà le mostre Lunario di Guido Guidi e Quattro Cortili di Luca Nostri.

Alex Majoli. Scene #0410. Greece, Lesbos, Mytilene, 2015
Alex Majoli. Scene #0410. Greece, Lesbos, Mytilene, 2015

LE MOSTRE
Anche per questa edizione, epicentro del Festival sono i Chiostri di San Pietro con nove esposizioni. La principale di queste è una collettiva con artisti italiani e internazionali: i fotografi Vittorio Mortarotti e Anush Hamzehian espongono L’Isola, mentre Noémie Goudal presenta Telluris, in cui fa convivere geografie reali e teoriche, creando uno spazio tra la realtà fisica e la sua rappresentazione mentale. David Jiménez con Aura gioca con i limiti della percezione, mentre Raymond Meeks con il progetto Halfstory Halflife, realizzato alle cascate delle Catskill Mountains di New York, indaga l’amicizia e la giovinezza. Donovan Wylie con The Tower Series esamina le architetture, per lo più invisibili, che intrecciano la presenza del conflitto nel tessuto della vita quotidiana, invece Piergiorgio Casotti ed Emanuele Brutti nel progetto INDEX G, curato da Fiorenza Pinna, mettono in scena una specie di opera teatrale del silenzio, fatta di assenza di personaggi e delle loro storie peculiari, in cui le cose viste e raccontate rimangono non dette e sospese nel tempo. Concludono il percorso espositivo del primo piano due giovani artiste: Lebohang Kganye che presenta Tell Tale e la nuova produzione In Search for Memory in cui affronta storie contrastanti raccontate in più modi, in una combinazione di memoria e fantasia; e Yasmina Benabderrahmane che presenta La Bete, un viaggio attraverso le dune di sabbia e le pianure del Marocco, suo paese natale, tentando, attraverso il linguaggio visivo, di recuperare ciò che ha perso in quattordici anni di assenza.

Nelle sale al piano terra, infine, è esposta Universo Dentro, la personale dell’artista Sophie Whettnall a cura di Carine Fol, realizzata in partnership con la Centrale for Contemporary Art di Bruxelles. La scelta di esporre il lavoro di un’artista accanto a quello dei fotografi nasce dall’uso peculiare fatto dalla Whettnal del mezzo fotografico, mezzo di archiviazione e fonte di ispirazione.

Tutte le altre mostre in programma nelle altre location le trovate al link: https://www.fotografiaeuropea.it/

Dopo questo lungo anno di incertezze Fondazione Palazzo Magnani e il Comune di Reggio Emilia si impegnano a realizzare Fotografia europea come segno di speranza, rinascita e creatività. Nel rispetto delle norme di sicurezza, a tutela di ogni partecipante, in tutti gli ambienti sarà garantito il distanziamento e l’obbligatorietà dell’uso della mascherina; qualora non dovesse essere possibile aprire gli spazi espositivi, le mostre saranno visibili in modalità online, e ogni incontro e conferenza verrà diffuso anche in diretta streaming.

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