Il paradosso della tigre diventa un concept dell’arte contemporanea. Irene Fenara ci ha creato una mostra alla Galleria UNA

Piacenza

Tra i talenti italiani dell’arte contemporanea Irene Fenara è senza dubbio un nome da tenere d’occhio. Non a caso Inside Art le ha dedicato, in tempi non sospetti, anche una cover d’artista. A fine febbraio alla Galleria Una di Piacenza inaugura una sua mostra, un progetto interessante che rappresenta un punto di contatto tra la fotografia e la tecnica dell’arazzo.

IL PROGETTO
Il titolo è Hey there, Tiger! ed è un concept inedito che crea un parallelismo tra il mondo naturale e la produzione di immagini. La ricerca dell’artista nasce infatti dall’osservazione che nel mondo esistono più immagini che rappresentano tigri che tigri viventi. Nella nostra percezione le tigri sono molto comuni e sembrano essere ovunque: nei loghi delle case di moda, sulle scatole di cereali, sulle magliette. Ma in natura, in effetti, ne rimangono solamente tremila esemplari.

Arte contemporanea, Irene Fenara
Three Thousand Tigers, Courtesy UNA e l’artista

Lavorando con un algoritmo generativo, al quale vengono consegnate 3mila riproduzioni di tigri, l’artista ha creato grandi animali e nuove specie, che richiamano solo poche caratteristiche della belva originale.
Per imparare a riconoscere e riprodurre, infatti, un algoritmo avrebbe bisogno di milioni di immagini, ma proponendogliene un numero minore i risultati si allontanano dal reale. Utilizzando quindi l’espressività dell’arte contemporanea Irene Fenara riesce così a raccontare un paradosso.

Le figure generate vengono tradotte in una serie di arazzi realizzati in India, sottolineando l’affinità tra il modo in cui lavorano tessitura e algoritmo, in quanto la trama e l’ordito del tessuto si muovono in maniera analoga alle stringhe di codice del programma.
Accanto agli arazzi, completano la mostra alcune fotografie, nerissime e inquietanti, di tigri colte in paesaggi notturni, immagini “rubate” da videocamere trap (che si attivano con il movimento) nelle foreste e giungle.

LA CURATRICE
Spiega la curatrice Irene Sofia Comi: “Il progetto di Fenara ci mostra la natura di una star felina che, accecata dai riflettori digitali, si fa presenza fantasmatica: privata della sua immagine riconoscibile, mutevole nella forma e collocata tra l’oggi e l’altrove, nell’apparire rarefatta perde consistenza, ma al tempo stesso si riafferma. […] Attraverso tappeti dai colori intensi e fotografie in bianco e nero, Three Thousand Tigers sembra comunicare la necessità, oggi latente, di un’integrazione quanto più inclusiva tra dato digitale e condizione naturale. “Che peccato non essere una tigre”, fantastica lo scrittore Jorge Luis Borges in un pomeriggio passato insieme al Alberto Manguel, collega argentino e autore del memoir Con Borges. Trasognati, non vediamo più la tigre reale, ma la sensazione che la sua fisicità ci lascia”.

Dal 20 Febbraio al 15 Maggio 2021
Info: https://www.unagalleria.com/


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