Stefano Cagol. Il tempo del diluvio

Tel Aviv

Al Centro per l’Arte Contemporanea di Tel Aviv è in corso la mostra “Il tempo del diluvio” un progetto speciale dell’artista Stefano Cagol. Presentato come videoinstallazione a due canali in sei episodi che riflettono sul nostro rapporto con la natura, sul pericolo imminente e sul diluvio come summa di tutti gli sconvolgimenti, il progetto è cominciato nel novembre 2019 e si è rivelato profetico dello stato attuale delle cose.

Ispirato all’immagine biblica del diluvio universale e proseguendo una linea che vede arte, scienza e mito in continuo dialogo, “Il tempo del diluvio” indaga questioni globali come eventi meteorologici estremi, l’innalzamento del livello del mare, la fusione dei ghiacciai, la mutazione dei venti, le fonti di energia e l’estinzione. Prendendo in prestito la nozione di “iperoggetti” – coniata dal filosofo Timothy Morton nel suo libro omonimo pubblicato nel 2013 – l’artista guarda alle “cose” che si trovano davanti ai nostri occhi le quali – dato il loro grado di velocità, la loro natura estremamente diffusa, multiforme e mutevole – sono impossibili da agguantare.

Secondo Cagol, acqua e fuoco, inondazioni di proporzioni inedite, incendi di portata incomparabile, desertificazione e innalzamento del livello del mare sono le incarnazioni ossimoriche del complesso sistema di cambiamento in corso nella realtà; tale stato è quindi così diffuso e sfaccettato da richiedere nuovi strumenti, non solo per comprenderlo, ma perfino per percepirlo.

L’interesse dell’artista Stefano Cagol per il diluvio di Noè deriva dal suo essere così chiaro, definito, monolitico e condiviso nel sentimento collettivo; tuttavia, ciò che lo intriga è anche l’idea di fondo di sovversione dello status quo. Echeggiando, o meglio immaginando, lo scenario attuale e la crisi globale conseguente alla pandemia del Covid-19, l’artista dichiara che “Siamo noi il riscaldamento globale. Siamo noi le pandemie. Siamo noi il diluvio”.

“Stefano Cagol: Il tempo del diluvio” è a cura di Giorgia Calò ed è stato presentato in diverse iterazioni presso gli Istituti Italiani di Cultura a Berlino e Vienna, in collaborazione con Momentum Berlino e IIFCA – Fondazione Italia Israele per la Cultura e le arti. La presentazione a Tel Aviv è sostenuta dall’Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv e da Italian Council (6° Edizione, 2019) programma di promozione dell’arte contemporanea italiana nel mondo a cura della Direzione Generale per la Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo; il 9 dicembre l’artista discuterà il progetto in una tavola rotonda su Zoom insieme a Giorgia Calò, curatrice del progetto, Silvana Greco, Professore Aggiunto di Sociologia, Institut für Judaistik Freie Universität Berlin, e Mareike Dittmer, Director of Public Engagement presso la TBA21-Academy.
La mostra attualmente è chiusa ma sarà prorogata per ulteriori 5 settimane dopo la riapertura del museo.

Info: http://cca.org.il/

Articoli correlati