Nella Giornata della memoria Marc Chagall è il simbolo che scegliamo per il ricordo del dolore

Roma

Il suo nome ebraico era Moishe Segal, la cui versione russa era Mark Zacharovič Šagal. Ma alla storia è passato semplicemente come Marc Chagall, la sua trascrizione francese. Un grande artista che vogliamo ricordare oggi, in particolare, nella Giornata della Memoria. Perché Chagall? Perché nella sua opera spesso ha voluto incarnare i valori intrinsechi in questa giornata, che oggi tutto il mondo viene riconosciuta come un momento di raccoglimento, per riflettere sull’odio razziale e sulla persecuzione, affinché non si ripetano più tali scempiaggini.

La sua identità ebraica è presente in alcuni dei suoi più importanti dipinti, per questo nella Giornata della Memoria Marc Chagall è uno dei più evocativi artisti contemporanei in grado di sintetizzarne il significato.

Nel corso della sua vita l’artista ha dovuto affrontare il dramma e le difficoltà della guerra e della diffusione del sentimento antisemita. Come quando dopo il 1935 si recò a visitare il ghetto di Varsavia, un’esperienza che gli permise di constatare l’efferatezza dell’odio razziale. Da quell’episodio nacque l’ispirazione che portò alla realizzazione di uno dei suoi quadri più importanti, Crocifissione bianca, del 1938.

L’anno precedente l’artista ottenne la cittadinanza francese che gli fu tolta dalle leggi antisemite approvate in Francia dopo l’invasione tedesca del 1940. Il pittore dovette così trasferirsi nel 1941 a New York. Nella città americana il suo prestigio incontrò anche i favori della critica, al punto da esporre al Museum of Modern Art. Nel corso della sua vita l’artista è stato uno dei testimoni più espressivi della persecuzione ebraica. Grazie ad alcune sue opere emblematiche, nella Giornata della memoria Marc Chagall rappresenta certamente una delle testimonianze più profonde.

Crocifissione bianca, 1938

CROCIFISSIONE BIANCA
Un dipinto del 1938, realizzato dopo la sua visita al ghetto di Varsavia. Descrive più di ogni altra opera l’idea di sofferenza del popolo e la ricerca di speranza. L’artista non si concentra su una scena reale, ma su una costruzione mentale e fantasiosa da cui però emerge in modo chiaro e lampante, attraverso immagini e simboli, la sofferenza della persecuzione.
Come le case in fiamme, l’esercito mentre alza al cielo bandiere rosse, l’Arca dell’Alleanza spezzata, l’uomo con il cartello appeso al collo e quello che porta la Torah. Un quadro con un’impostazione fumettistica, un linguaggio molto frequente nell’opera di Chagall.

Solitudine, 1933

SOLITUDINE
Dipinto nel 1933 durante l’ascesa del partito nazista in Germania. Rappresenta il preannuncio dell’imminente sofferenza del popolo ebraico e anche l’attuale condizione di isolamento del popolo.
La scena rappresenta un’ ebreo barbuto seduto su un prato, che in atteggiamento pensieroso e con aria maliconica tiene nella mano sinistra il rotolo chiuso della Torah. L’uomo sembra afflitto da malinconici pensieri immerso in una tristezza a cui non trova rimedio neanche consultando le tavole della legge che ora sono chiuse nella sua mano. Accanto all’uomo c’è una mucca anch’essa triste e un piccolo violino che suona. Entrambe le figure sono sedute su di un prato al di fuori di una città, appena visibile sullo sfondo. All’orizzonte si alzano delle nubi nere minacciose che stanno inghiottendo il paesaggio e dopo aver allontanano l’angelo dal Paese si dirigono verso le due figure. La premonizione del male viene presentato, da questi semplici elementi.

LA CONTESTAZIONE
Il quadro è stato dipinto nel 1943, quando in Europa erano già in funzione i campi di concentramento. Rappresenta la perdita della speranza.
L’atmosfera è soffocante. L’intero quadro è avvolto dal rosso delle fiamme segno di distruzione e di profonda angoscia. Il male è arrivato. La scena rappresenta la distruzione di una città. Una donna su di un carro tenta di farsi strada tra le fiamme per raggiungere la salvezza insieme al suo bambino. In basso a sinistra un uomo agita disperatamente, chiedendo aiuto, il candelabro a tre braccia verso un angelo che sta dormendo e che quindi non si cura della città in fiamme. Vicino all’uomo la figura del Cristo crocifisso a terra, morto anche lui inghiottito dalle fiamme. In alto a destra, delle figure lontane in fila che stanno aspettando rassegnate che le fiamme li divorino. Ecco rappresentata la morte della speranza simboleggiata dal Cristo a terra, dall’angelo addormentato e dal candelabro a tre braccia. Il male ha trionfato la città è in fiamme.

Per questo riteniamo che nella Giornata della memoria Marc Chagall sia uno dei simboli più eloquenti per lanciare il monito.

Info https://it.wikipedia.org/wiki/Giorno_della_Memoria

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