Dimissioni di Conte. La palla passa a Mattarella. Cultura allo sbaraglio, la situazione di stallo non favorisce la ripresa

Roma

Le dimissioni di Giuseppe Conte da Presidente del Consiglio consegnano dil timone al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che dovrà svolgere le consultazioni per valutare la possibilità di nuove maggioranze. Una delicata crisi di governo si è aperta e questo certamente non favorisce la gestione dell’ordinario, a cominciare dall’organizzazione del comparto culturale, un settore in attesa di risposte proprio dalle istituzioni competenti.

Attualmente la normativa stabilisce una parziale riapertura dei musei e degli spazi espositivi, solo nelle zone gialle e solo nei giorni feriali. Ma era stata proprio l’AMACI (l’Associazione dei musei di arte contemporanea italiani) a chiedere al governo di rimodulare le misure a vantaggio delle zone meno colpite dai contagi, in modo da velocizzare una graduale ripresa delle attività culturali.

Le dimissioni di Conte alimentano il clima di incertezza in cui gli addetti culturali sono costretti a operare da tempo. L’augurio è che il senso di responsabilità prevalga, in modo da velocizzare il più possibile questa situazione di stallo. L’attuale ministro dei Beni culturali Dario Franceschini in questa fase è la figura scelta come capo delegazione del Partito democratico.

Giuseppe Conte e Dario Franceschini. Foto LaPresse

GLI SCENARI
Gli scenari possibili sono fondamentalmente due. Il Presidente della Repubblica potrebbe lanciare il paese verso nuove elezioni, qualora dovesse constatare l’impossibilità di formare un nuovo governo sostenuto da un’affidabile maggioranza. Nel primo caso è presumibile pensare a un radicale cambiamento della governance culturale. Nel secondo potrebbe essere plausibile anche una rinomina di Franceschini al Collegio romano. Nelle prossime ore si avranno certamente le idee più chiare. Almeno si spera.

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