Le opere d’arte nell’ufficio ovale, classiche ed evocative, niente arte contemporanea. Ecco come l’ha arredato Joe Biden

Washington

Sono giorni in cui i media internazionali hanno gli occhi puntati sul nuovo Presidente americano Joe Biden, per osservare tutto di lui, movimenti, dichiarazioni, comportamenti e reazioni. Non poteva mancare anche un occhio a come il nuovo inquilino della Casa Bianca ha deciso di arredare il suo nuovo spazio di lavoro che dovrà abitare per almeno quattro anni. Le opere d’arte nell’ufficio ovale che sono state selezionate parlano di valori come identità, storia e tradizione. Nulla di ultracontemporaneo. Ci si è affidati ai classici. A differenza di Donald Trump, che, complice anche la sensibilità della first lady Melania, non aveva disdegnato qualche innesto contemporaneo, come ad esempio l’installazione di Isamu Noguchi nel Giardino delle Rose della Casa Bianca.

LE OPERE
Tra le opere d’arte nell’ufficio ovale la posizione più centrale è dedicata a un’icona della democrazia americana: si tratta di un ritratto del presidente Franklin D. Roosevelt, noto per aver ripristinato la fiducia del pubblico nel governo negli anni della Grande Depressione, una sfida che alcuni hanno paragonato alla difficile situazione di Biden nell’affrontare la pandemia di coronavirus e nell’alleviare i disordini civili negli Stati Uniti.

The Oval Office (AP Photo/Alex Brandon)

L’ufficio comprende anche i ritratti dei padri fondatori Thomas Jefferson e Alexander Hamilton. Entrambi hanno servito il presidente George Washington ma nutrivano visioni opposte per il futuro della nazione.

Sono rappresentate altre importanti figure storiche, tra cui dipinti di Washington e Abraham Lincoln, e busti del reverendo Martin Luther King Jr, il sindacalista Cesar Chavez, il leader dei diritti civili Rosa Parks, la First Lady e l’attivista Eleanor Roosevelt e il presidente John F. Kennedy.

A chiudere la piccola collezione d’arte nell’ufficio ovale anche una scultura equestre del famoso artista apache Allan Houser che un tempo apparteneva al defunto senatore democratico delle Hawaii, Daniel K. Inouye, il primo giapponese-americano eletto in entrambe le camere del Congresso.

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