Ted, un tipo strano

Roma

Ted un tipo strano di Émilie Gleason

È possibile raccontare la sindrome di Asperger – che si esplicita a partire dalle prime fasi dello sviluppo, includendo una serie di difficoltà connesse, in particolare, all’interazione sociale, nonché all’ambito affettivo/motivazionale e all’area sensoriale e percettiva – attraverso un fumetto? Certo che sì: si può e si deve.

Così Ted, un tipo strano (Canicola edizioni, 128 pagine a colori, 18 euro) scritto e disegnato da Émilie Gleason rappresenta un’occasione importante (originale va da sé) per narrare di questa forma autistica – colpisce 6 persone ogni 10mila – con umanità e tralasciando qualsivoglia ipocrisie, trasportando il lettore nell’ordinario di un ragazzo che vive le cose in maniera tutta sua.

Un racconto dal ritmo incalzante, con colpi di scena e denso di humour, evitando di rifuggire la complessa realtà che la sindrome di Asperger porta ad affrontare (dalla sofferenza in famiglia agli effetti collaterali dei farmaci, dalle falle delle strutture sanitarie al bullismo). Titolo che rientra ne I quindici, la collana dell’associazione culturale bolognese dedicata ad argomenti di apertura e a vicende reali – Ted, un tipo strano (traduzione di Valerio Camilli) approda in Italia dopo aver ben figurato all’estero, dove ha vinto il prix Révélation al festival di Angoulême 2019 e il prix Bd Zoom di Ginevra.

Una storia che strappa un sorriso e commuove quella di Ted, ragazzo che vive di rituali e non accetta la benché minima variazione della sua routine. Ogni mattina deve occupare lo stesso posto sui mezzi pubblici, indossa una camicia ad hoc per ciascun giorno della settimana e, a pranzo, mangia il medesimo tipo di panino da due anni.

Ma una mattina la solita linea della metro resta chiusa e da qui tutto muta: tra incontri fortuiti, innamoramenti volanti e prime esperienze con l’altro sesso la situazione piomba nel caos. «Ted Gugus è un personaggio liberamente ispirato a mio fratello minore, ma non è la sua vita che è descritta nel libro bensì quella di migliaia di ragazzi. Capirli in profondità non è facile.

L’umorismo può essere complesso e gli imprevisti capitano nella vita come lische di pesce in gola, arrivano all’improvviso e fanno un male cane», spiega Émilie Gleason, classe 1992, illustratrice e fumettista belga-messicana residente a Parigi.

Info: www.canicola.net

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