Arte in AR

Londra

Alicja Kwade, All At Any Time (AR). Augmented reality. Courtesy of the artist and Acute Art

Negli ultimi mesi Londra è disseminata di installazioni di arte contemporanea nei posti più impensabili della città. Ma non tutti lo vedono. Per farlo è necessario accedere in una dimensione parallela, quella della realtà virtuale, tramite la porta di un’ app, Acute Art, che rende visibili in realtà aumentata tutte le opere realizzate dagli artisti coinvolti. Parliamo di grandi interpreti contemporanei, come Olafur Eliasson, Cao Fei, Alicja Kwade, Koo Jeong A, Marco Brambilla, Tomás Saraceno, KAWS, Bjarne Melgaard e Darren Bader. Alcuni di loro saranno visibili tramite l’app da domani. Si tratta di una vera e propria mostra virtuale organizzata site specific in lungo e in largo per la città, addirittura anche lungo il Tamigi. Come il progetto All at Any Time di Alicja Kwade, che si muove sopra il fiume e si riferisce all’idea dell’interazione tra universi paralleli. Ma sulla terraferma c’è, ad esempio, Courageous Flowers di Olafur Eliasson, dove il fogliame verde spunta misteriosamente dalle lastre di cemento. 

Olafur Eliasson, Courageous Flowers. Augmented reality. Courtesy of the artist and Acute Art

«Negli ultimi anni opere che coinvolgono elementi virtuali sono state regolarmente incluse in biennali e mostre museali, ma di solito in modi che obbediscono alle strutture istituzionali tradizionali – spiega Daniel Birnbaum, direttore artistico di Acute Art e curatore di Unreal City – si potrebbe invece immaginare esperienze immersive distribuite in diverse aree geografiche in modi nuovi, coinvolgendo la gente in format espositivi completamente nuovi? Credo che la risposta sia sì. Usiamo queste tecnologie per cambiare la struttura del mondo dell’arte e rendere possibili nuove forme di scambio globale per un futuro in cui saremo meno desiderosi di volare da un continente all’altro». 

La mostra collettiva su larga scala cerca di ”democratizzare” l’arte e portarla in luoghi che nel mondo reale sarebbero piuttosto insoliti, il tutto attraverso l’obiettivo dell’AR. Gli spettatori devono solo scaricare l’app Acute Art, consultare la mappa incorporata e puntare il telefono in direzione dei salvagenti rossi situati lungo le ringhiere del fiume di Londra, sopra i quali appariranno improvvisamente le opere d’arte. Il progetto, una collaborazione tra Acute Art e Dazed Media, è previsto per essere ”il più grande festival pubblico di arte AR di Londra”. Questa iniziativa è la risposta alla voglia d’arte che non si è spenta nonostante la chiusura dei musei londinesi. Come ha spiegato Jacob De Geer, Ceo di Acute Art: «Siamo felici che tutti gli artisti si uniscano a noi nel progetto. Le istituzioni sono chiuse ma l’arte non dovrebbe essere cancellata!».

Alicja Kwade, Kreisel (Inception) (AR); Koo Jeong A, density. Augmented reality. Courtesy of the artists and Acute Art

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