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Manolo Valdés a Miami

Per Manolo Valdés è un anno ricco di impegni. In queste settimane è in corso a Roma, a palazzo Cipolla, anche se momentaneamente sospesa a causa della chiusura dei musei, la sua antologica organizzata dalla Fondazione Terzo Pilastro-Internazionale, che andrà avanti fino a gennaio inoltrato, salvo proroghe. E a sovrapporsi a questo grande progetto ci sarà la monumentale mostra che si sta organizzando a Doral, nella contea di Miami, prodotta dal Doral contemporary art museum. Una selezione di oltre 12 opere di grandi dimensioni che sarà esposta en plain air, in totale sicurezza, nei grandi spazi di vari parchi pubblici della città. La mostra si intitola Manolo Valdés: The Legacy e aprirà la Miami art week, il 5 dicembre 2020. Ci sarà tempo fino a giugno 2021 per vederla. Quello che inizialmente era previsto a Roma, con l’installazione di un grande lavoro del maestro spagnolo in una delle piazze del centro, e che poi non si è più fatto, si farà quindi a Miami in modo ampiamente più ”trionfale” per celebrare la grandezza di un artista molto significativo nel panorama internazionale.

LE LOCATION
I parchi coinvolti in questa mostra diffusa sono il Doral Central Park, Downtown Doral Park, MAU Park, Morgan Levy Park, Doral Legacy Park e Doral Glades Park, così come altre località selezionate. Per questa sua portata, il progetto si presenta come il più grande mai dedicato alle sculture monumentali di Valdés. «Con Art Basel che non si svolge quest’anno a causa della pandemia, residenti e visitatori possono sperimentare l’arte in sicurezza, considerando che l’arte pubblica è probabilmente il modo più sicuro per godersi l’arte nelle attuali condizioni di salute globale – ha detto Flor Mayoral, co-fondatore di DORCAM -. The Legacy di Manolo Valdés sarà la più grande mostra mai realizzata per questo maestro d’arte contemporanea di fama mondiale». La mostra sarà visitabile per sei mesi, fino a giugno 2021, con diversi programmi organizzati collaterali per tutta la sua durata, come visite guidate, programmi educativi per studenti, laboratori pubblici e conferenze, concorsi fotografici, mostre pop-up, performance, e la pubblicazione di un libro in edizione speciale, tra gli altri.

Video: Courtesy Doral contemporary art museum

L’ARTISTA
Manolo Valdés nasce in Spagna, a Valencia, l’8 marzo 1942. Nel 1957, si iscrive alla Real Academia de Bellas Artes de San Carlos di Valencia. Due anni dopo lascia la scuola per dedicarsi interamente alla pittura. Nel 1962, partecipa all’Esposizione Nazionale di Belle Arti, presentando l’opera “Barca” (ora al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía), nella quale già sono evidenti quelli che saranno gli elementi costanti della sua pittura: il tema figurativo e l’uso informale della materia. Valdés attinge molto dal patrimonio artistico spagnolo, in particolare da Velázquez e Picasso, e dall’informale dei suoi immediati predecessori: Manolo Millares, Antonio Saura e Antoni Tàpies. Alla fine del 1964, partecipa alla creazione del gruppo Estampa popular, che si distingue per l’uso di immagini pubblicitarie, i prezzi popolari, l’utilizzo delle incisioni come supporto e una tematica prevalentemente basata sulla vita valenciana. Dopo quattro esposizioni individuali, il gruppo si scioglie. Nel 1965, insieme a Rafael Solbes e Juan Antonio Toledo, Valdés partecipa al XVI Salone della Giovane Pittura di Parigi, ottenendo un grande successo di critica. Nasce così il gruppo Equipo Crónica, che si differenzia dal gruppo precedente per il prevalente utilizzo della pittura e la scelta di una tematica più ampia, impersonale e fortemente influenzata dalla Pop Art, con uno sguardo critico verso il regime franchista e la storia dell’arte. Toledo lascia il gruppo molto presto, mentre Valdés e Solbes continuano a lavorare insieme fino alla morte di quest’ultimo nel 1981. Nel 1983, Manolo Valdés ottiene un notevole successo anche nell’ambito della grafica e riceve il Premio Nazionale delle Arti Plastiche. Tre anni dopo, viene invitato a partecipare alla Biennale del Festival Internazionale di Arti Plastiche di Baghdad, dove ottiene la Medaglia d’Oro. A partire dal 1992, l’artista concentra il suo interesse sulla scultura e decide di aprire uno studio più grande a New York, dove si era trasferito nel 1988. Nel 1999, insieme a Esther Ferrer, rappresenta la Spagna alla Biennale di Venezia. Nel 2000, Valdés ritorna in Spagna e alterna i suoi soggiorni tra New York e Madrid. Nel 2002 il Guggenheim Museum di Bilbao gli dedica una retrospettiva. A Madrid, realizza un insieme di sculture per il nuovo aeroporto internazionale. Nel 2006, al Museo Reina Sofia, si tiene una retrospettiva, nella quale vengono riuniti tutti i lavori dei suoi ultimi venticinque anni. Da menzionare sono, a seguire e fra le tante, le esposizioni al National Art Museum of China di Beijing e allo State Russian Museum di San Pietroburgo; nel 2019 gli è stata dedicata un’importante antologica nel Museo Casa Rusca di Locarno. Sue opere sono nelle collezioni del Metropolitan Museum of Art di New York, Musée National d’Art Moderne Centre George Pompidou di Parigi, Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía a Madrid, Fundaciòn del Museo Guggenheim a Bilbao, Kunstmuseum a Berlino, solo per citarne alcune. Sue sculture monumentali sono state esposte o installate in permanenza a New York (Park Avenue; Botanical Gardens; Broadway), Parigi (Place Vendôme; nei giardini del Palais Royal), Madrid, Valencia, Monte Carlo e Pietrasanta. Attualmente Manolo Valdés vive e lavora a New York e Madrid, ed è rappresentato in Italia dalla Galleria d’arte Contini.

 

 

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