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L’archivio di Pomodoro

A partire dal 25 ottobre l’archivio di Arnaldo Pomodoro, nella Fondazione omonima, apre le porte al pubblico dopo i lavori di riqualificazione. La Fondazione ha pensato di cogliere l’occasione per sviluppare dei focus utili ad approfondire la conoscenza del maestro e della sua opera. Il primo a essere sviluppato è quello sul rapporto dell’artista con il teatro: maquettes, figurini, un costume originale, tavole progettuali, fotografie di scena raccontano ai visitatori un altro ambito di attività poco noto dell’artista, oltre alla più classica attività scultorea. ”L’esperienza teatrale mi ha aperto nuovi orizzonti – scriveva Pomodoro – e mi ha stimolato a sperimentare anche nel campo della scultura, perché il teatro mi dà un senso di libertà creativa: mi sembra, in un certo senso, di poter materializzare la visionarietà. In alcuni progetti per la scena, soprattutto nel caso di testi classici, ho realizzato grandi macchine spettacolari da cui poi ho tratto vere e proprie sculture. In altri casi ho preso lo spunto da progetti di sculture non realizzate”.

Alla valorizzazione dell’archivio si affianca poi quella della collezione, attraverso una serie di iniziative diffuse sul territorio organizzate in collaborazione con la Fondazione, a cominciare dal comodato d’uso triennale del monumentale Obelisco per Cleopatra, collocato per i prossimi tre anni nel piazzale antistante al Castello Campori di Soliera, a Modena. Per presentare al meglio l’opera – progettata nel 1989 in riferimento alla messinscena della Passione di Cleopatra di Shawqi sui ruderi di Gibellina – il 17 ottobre inaugura al Castello la mostra Arnaldo Pomodoro. {sur}face, a cura di Lorenzo Respi. L’esposizione racconta l’esperienza teatrale di Pomodoro, che ha sempre rappresentato per l’artista un momento di ricerca sperimentale e di grande libertà creativa, attraverso i costumi di scena originali, i disegni preparatori e i bozzetti scenografici della Cleopatra, oltre alle fotografie e ai video dello spettacolo, passando per l’Obelisco e le sculture degli anni Duemila, sino al bozzetto in bronzo dell’opera ambientale Ingresso nel labirinto (1995-2011), presentato per la prima volta a Soliera. 

Ma non solo questo. Pomodoro si è dedicato anche alla grafica. E proprio alla sua produzione grafica è dedicata la mostra in programma a novembre alla galleria d’arte contemporanea Vero Stoppioni di Santa Sofia, a Forlì, a cura di Renato Barilli, che fa seguito alla recente inaugurazione del comodato d’uso quinquennale di un’altra opera monumentale, Cono tronco (1972), da poco collocata sul lungofiume del Bidente nel Parco di Sculture all’aperto di Santa Sofia.

Le date di apertura sono: 25 ottobre (ore 11); 8 novembre (ore 17); 22 novembre (ore 17); 13 dicembre (ore 17)
Studio Arnaldo Pomodoro, via Vigevano 3 – Milano
Prenotazioni e informazioni: www.fondazionearnaldopomodoro.it

 

 

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