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Fons Vitae di Antonio Ievolella

Sabato 10 ottobre alle 12 inaugura alla Certosa di San Giacomo a Capri la mostra Fons vitae di Antonio Ievolella negli spazi della Cappella di San Bruno, del Chiostro grande e del Chiostro piccolo. L’allestimento ha come motivo ispiratore l’acqua e così i 30 otri di terracotta su strutture di ferro in sospensione sono dei veri e propri vasi – grembi che costituiscono la forma plastica scelta dall’artista quale motivo ricorrente delle installazioni. L’otre diventa un dispositivo simbolico che allude all’uomo e alla sua unicità e, in particolare, al monaco nel suo silenzioso e volontario isolamento, pur all’interno di una dimensione collettiva. E se, secondo Alberto Savinio, ”Capri è uno dei punti magnetici dell’universo”, certamente quest’isola è la cornice perfetta per la mostra del Maestro Antonio Ievolella. ”Fons Vitae è un’installazione complessa, ricca di significati. È costruita come una specie di corteo che procede di otre in otre penetrando negli spazi assorti, luminosi e sacri della Certosa di Capri. Rappresenta un culmine nell’opera di Antonio Ievolella che conduce con essa la sua arte verso una felice sintesi tra la solidità della forma plastica e l’intima trascendenza della forma simbolica. Anfore di terracotta, avvolte di segni, e canne di ferro che le tengono sollevate; corpi che conoscono la gravità e impalcati lineari che formano un ponte per tenerle sospese e farle avanzare nel solenne silenzio dei chiostri”, così Virginia Baradel, curatrice della mostra, descrive il progetto.

Il tema dell’acqua è centrale nel lavoro dello scultore levolella. Ad essa ha dedicato opere monumentali assai importanti: due ghirbe giganti in ferro e rame di oltre 13 metri di altezza sono state acquisite dall’Università di Padova e collocate nella piazza della Cittadella dello studente. La ghirba – l’otre, la borraccia – come contenitore per portare con sé l’acqua non è estranea, oltretutto, alla figura del pellegrino così importante nella vicenda e nell’iconografia di San Giacomo.

L’artista forgia una versione elementare dell’otre, una forma essenziale, pulita, vergine, che diventa potenziale testo dove saranno degli interventi materici e cromatici a guidare percorsi di senso, emozioni visive, brusii di storie sovrapposte. La loro combinazione rappresenterà i numeri, i momenti, la relazione tra l’isolamento e la partecipazione, la solitudine silenziosa e assorta e il lavoro, l’operosità solerte e anche curativa nelle coltivazioni dell’orto dei semplici. Dunque al tema portante dell’acqua si associa quello dei numeri: 7; 12 più uno; e la moltitudine di soggetti che nel corso dei secoli ha abitato o attraversato quei venerabili spazi; le innumerevoli e multiformi presenze che si sono succedute nei secoli alterandone la struttura e la funzione.

”Il visibile e l’invisibile sono uniti dal segreto dei numeri che li abitano. […] Antonio Ievolella ha saputo cogliere in questo progetto due aspetti di forte spiritualità e di immenso valore simbolico. Le sette otri bianche della Cappella di San Bruno stanno per gli altrettanti monaci che seguirono il Santo a Roma allorché riuscirono ad ottenere il riconoscimento dell’ordine certosino. […] E il 7 è il numero sacro per eccellenza perché mette insieme il 3 della trinità con il 4 che simboleggia la completezza. […] Questa fortissima componente simbolica Ievolella l’ha realizzata anche con il numero 12. Nel chiostro piccolo 12 otri ricordano i corrispondenti padri che abitavano la Certosa di Capri a cui si aggiunge la tredicesima che sta invece per il Priore. […] Del resto, scomponendo il 12 abbiamo 1+2 che fa esattamente 3. Per questo è un numero simbolo di unità e completezza” (Valerio Dehò).

Certosa di San Giacomo

via CertosaCapri http://www.polomusealenapoli.beniculturali.it

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