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DeepBlue, l’Open Studio

Lorenzo Pace e Alice Faloretti hanno concluso il loro lavoro, la residenza d’artista a Roma organizzata da Lefranc Bourgeois è riuscita ad allineare tante esigenze. Innanzitutto quella di tenere accesi i riflettori sulla pittura e sull’importanza della materia, specie se di qualità. E poi quella di celebrare i 300 anni del glorioso brand, quella di manifestare ancora una volta la vicinanza agli artisti e quella di continuare a scrivere belle pagine di storia dell’arte contemporanea. I due protagonisti che hanno permesso la riuscita del progetto sono stati i due artisti, che si sono rivelati due interpreti maturi e talentuosi, in grado di rappresentare le innumerevoli potenzialità espressive della pittura e del colore. All’Open Studio che si è svolto sabato scorso a Fondamenta gallery sono intervenuti i curatori Fabrizio Pizzuto e Ivan Quaroni, giurati della call insieme a Thierry Collot e Guido Talarico. E oltre a loro hanno partecipato artisti, appassionati, collezionisti, studenti e docenti di alcune delle più importanti accademie della Capitale. L’occasione è stata utile per osservare da vicino il processo creativo seguito dai due artisti. Quello di Alice Faloretti, incentrato su una pittura ”totale” di notevole impatto emozionale, e quello di Lorenzo Pace, un progetto che ha abbracciato più linguaggi, dalla pittura al video alla performance fino all’installazione, in cui il blu ha fatto da fil rouge di una narrazione più complessa, di forte richiamo sociale. Il loro lavoro ha confermato la vitalità della pittura, che ancora una volta si è tradotta in un medium in grado di abbracciare le più diverse sfide espressive, anche quelle più contemporanee.

Foto Filippo De Majo

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