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La dialettica e il senso, la personale di Claudia Quintieri alla Galleria Minima

La dialettica e il senso è la personale di Claudia Quintieri alla Galleria Minima, che inaugura il 29 settembre 2020 alle ore 18.30 a cura di Vittoria Biasi. La mostra propone il tema dell’identità come filo conduttore della ricerca della Quintieri, infatti sono stati selezionati quattro video della sua produzione che si interrogano su questa tematica: Duration (2004), Venere Metropolitana (2009), Identity (2010), Marikana Short (2018). La riflessione si dipana tra identità personale ed identità sociale. Il video Duration accoglie una memoria intima dell’artista mentre si reca a visitare il cimitero dove è sepolto il nonno materno. Immagini di viaggio e di transizione nell’idea di durata dopo la morte sono inframezzate da immagini della passeggiata di sua madre nel cimitero stesso. La durata, da cui il nome del video, vuole esprimere la durata nella memoria di chi resta, nel fatto che ritorniamo alla terra e nell’aldilà per chi crede. Ma l’artista va ad indagare anche le proprie radici nella ricerca di contatto con il nonno.

Identity si svolge in una danza interiore che compie una donna alla ricerca di sé stessa. La ballerina Daniela Ciotola si muove in maniera quasi fetale per raggiungersi nella profondità del suo animo e ritrovarsi mutata, ma anche sempre identica a se stessa. Scorrono immagini senza volto su cui la danza diventa un riappropriarsi inconscio che tocca la consapevolezza personale raggiunta un passo per volta nelle movenze dolci, nell’unirsi con ciò che fin ora era sconosciuto, con ciò che apre ad una crescita sublimata. Su di una riflessione che riguarda il sociale si incentra il video Venere Metropolitana. Nei panni di una venere che richiama il dipinto del Botticelli, il performer Paolo Angelosanto resta immobile mentre la folla alla fermata della metro di Piazzale Flaminio a Roma gli scorre accanto suscitando molte reazioni da parte delle persone che lo osservano. Quintieri vuole così riflettere sulla nascita dell’arte contemporanea che accademicamente si fa risalire all’Ottocento e di cui molte metropolitane europee sono una testimonianza per la loro bellezza; non a caso, al posto della conchiglia della Venere di Botticelli è posta una bombetta ottocentesca che serve anche per la questua. Ma il concetto di bellezza viene poi stravolto con l’arte concettuale che spesso si allontana dalla concezione estetica e Quintieri vuole così sottolineare come nell’arte concettuale ci debba essere anche un criterio estetico.

La riflessione di Venere Metropolitana avviene su una ricerca di identità sociale delle nostre origini artistiche. Marikana short, invece, propone un contatto tra due anime nello sfiorarsi e dialogare dei due ballerini di colore Brancy Osadare e Jessica Johana Urrutia. L’intimità di corpi che si toccano nelle mani, nelle braccia, nei visi, nelle gambe, nei piedi, porta ad una danza delicata e sensuale come se essi si volessero conoscere nel profondo delle proprie identità. Il loro contatto è tenue, è come se si parlassero in silenzio, mentre la musica classica suggella i loro spiriti. Sono vicini nelle loro essenze pur mantenendo la propria fisicità e i propri personali movimenti. La danza diventa veicolo per un’altra volontà che si inserisce nel discorso grazie alla nebbia che li avvolge: che il mondo non sarà più diviso per il colore della pelle. Così bianco e nero si intrecciano nella nebbia bianca che si unisce ai corpi dei due ballerini nella speranza di mantenere le proprie identità, ma nell’uguaglianza.

Dal 29 settembre al 17 ottobre 2020
Galleria Minima Arte Contemporanea di Mario Tosto
Via del Pellegrino 18, (Campo dè Fiori) 00186 Roma

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