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Deep Blue, i vincitori

Alice Faloretti e Lorenzo Pace, sono loro i vincitori della call Lefranc Bourgeois 2020, il progetto di residenza artistica nato per celebrare i 300 anni del brand. Due artisti che interpretano la pittura in modo diverso e alternativo, molto talentuosi e intelligenti, i più adatti, secondo la giuria, per rappresentare una approfondita prospettiva del linguaggio pittorico.
Saranno loro i protagonisti della residenza che si svolgerà dal 21 settembre al 5 ottobre negli spazi di Fondamenta gallery, a Roma, un periodo durante il quale potranno realizzare il progetto che hanno presentato. Alice Faloretti, bresciana classe 1992, svilupperà una ricerca pittorica finalizzata a creare un’ambientazione notturna, sospesa tra il familiare e lo sconosciuto, avvolta da un’atmosfera ambigua e brulicante. E lo farà sfruttando la sua tecnica molto raffinata. 

Lorenzo Pace, romano classe 1984, realizzerà un lavoro installativo, composto da una tela, su cui lavorerà con gesso e acrilico, una proiezione video, una scultura dipinta di blu e una performance. Il tutto per rappresentare un’idealizzazione delle profondità marine, zone inesplorate e per questo fonte di mistero e immaginazione. Sensazioni e immagini mentali che saranno oggetto dell’opera.

Vista l’elevata qualità delle candidature arrivate non è stato facile per la giuria arrivare a questa sintesi.

«Sono due artisti, con età, percorsi, linguaggi pittorici diversi e con progetti di residenza originali, che rappresentano perfettamente la storia, i valori e la visione del brand: complicità con gli artisti, innovazione ed emozione – ha detto Thierry Collot, (General director Lefranc Bourgeois) -. Ci sentiamo molto soddisfatti per l’attinenza di questi due ragazzi rispetto al concept della call. E siamo davvero contenti per la folta partecipazione di questa iniziativa, che ci obbliga a pensare a una seconda edizione l’anno prossimo. Questo coinvolgimento significa che la pittura è viva e continua a trasmettere valori importanti. Il nostro compito è quello di aiutarla a esprimersi».

«Ci tengo a esprimere la mia personale soddisfazione per la scelta dei due finalisti, alla quale la commissione è pervenuta in modo collegiale e condiviso – ha commentato Ivan Quaroni, curatore e critico -. Nella selezione è prevalso anche un criterio di diversificazione degli approcci, delle tecniche e delle visioni dei candidati per garantire il più ampio spettro espressivo possibile. Agli artisti partecipanti va la nostra più profonda gratitudine per l’elevata qualità dei progetti e per la passione e l’impegno profusi. Ci sarebbe piaciuto, infatti, poter premiare altri artisti meritevoli di vincere questa residenza. Speriamo di poterne seguire da vicino il percorso e di documentare le future evoluzioni della loro ricerca».

«La qualità pittorica ed artistica di larga parte dei tantissimi progetti arrivati è stata molto alta e molti artisti erano meritevoli di essere selezionati – ha aggiunto Fabrizio Pizzuto, curatore e critico -. Grazie alla professionalità, serietà ed onestà dei miei colleghi, coi quali abbiamo avviato un confronto serio riguardante l’interesse e la missione di questa residenza, siamo arrivati ad una scelta condivisa che ritengo di elevata qualità. Abbiamo infine scelto due approcci differenti, entrambi di valore, adatti a testimoniare, ognuno nel proprio modo peculiare, la ricerca pittorica più recente. Da loro ci aspettiamo e gli auguriamo un percorso di grande interesse sia lungo la residenza che in futuro. Auspichiamo inoltre di poter seguire anche il percorso degli artisti partecipanti che abbiamo incontrato e apprezzato e di vederne molti raggiungere livelli di ricerca sempre più elevati». 

«Bravi artisti e bei progetti – ha concluso Guido Talarico, direttore ed editore di Inside Art – e non è stato facile selezionarli. Con Inside Art siamo impegnati da anni nella valorizzazione dei giovani talenti e questo concorso è stata l’occasione giusta per convincerci della validità del percorso che facciamo. Una prova di vitalità così creativa della pittura, inoltre, è un segnale davvero confortante per il panorama artistico italiano. Sono davvero curioso di vedere i lavori finali».

 

 

 

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