Personaggi

Addio Philippe Daverio

All’età di 70 anni se ne va uno dei più celebri esperti e divulgatori d’arte in Italia. Philippe Daverio si è spento nella sua Milano, all’Istituto dei tumori, dove da tempo era ricoverato. Quella Milano che ha rappresentato per lui un importante teatro della sua lunga carriera, dove è stato assessore alla Cultura durante la giunta Formentini, la prima giunta leghista. La notizia destò scandalo, ma anni dopo lui stesso si smarcò elegantemente da ogni possibile critica: ”Erano loro a essere daveriani, non io leghista”. Non a caso uno dei primi a salutarlo è stato sui social l’attuale sindaco Giuseppe Sala con questo post ”Con Philippe Daverio scompare uno dei grandi protagonisti della vita culturale di Milano degli ultimi decenni. Daverio è stato un innamorato di Milano cui ha sempre dato la forza della sua originalità e della sua competenza, dal Comune alla Scala fino al Museo del Duomo e a Brera”. Il grande pubblico lo ha conosciuto grazie al piccolo schermo, dove su Rai 3 per molti anni ha condotto il delizioso format Passepartout, dedicato alle meraviglie artistiche italiane.
Quel suo atteggiamento simpatico, frizzante, estroso e colto lo aveva fatto entrare nei cuori della gente, era probabilmente il critico d’arte più apprezzato, proprio per quella sua affabilità che lo contrapponeva all’austerità e autorevolezza accademica di molti suoi colleghi. Nonostante ciò Daverio di arte di intendeva davvero. Nel 1975 aveva anche aperto la Galleria Philippe Daverio a via Montenapoleone a Milano, dove si occupava prevalentemente di movimenti di avanguardia. Lo stesso progetto aveva attecchito a New York, con la Philippe Daverio gallery, aperta nel 1986, rivolta all’arte del XX secolo.

Molto fiorente è stata anche la sua attività giornalistica. Ha collaborato con riviste e quotidiani come Panorama, Vogue, Liberal, Avvenire, Il Sole 24 Ore, National Geographic, Touring Club, L’architetto e QN Quotidiano Nazionale. È stato direttore del periodico Art e Dossier e consulente per la casa editrice Skira. Ha collaborato inoltre ad una rubrica sull’arte nel mensile Style Magazine del Corriere della Sera. Con la casa editrice Rizzoli ha pubblicato diversi libri.

Anche se non era laureato , come precisava di tanto in tanto quasi a lavarsi via di dosso etichette o titoli, ha avuto molti incarichi universitari. Ha insegnato storia dell’arte presso la IULM di Milano, e storia del design presso il Politecnico di Milano, e fino al 2016 ha ricoperto l’incarico di professore ordinario di disegno industriale presso l’Università degli Studi di Palermo.

Con Daverio se ne va un gentiluomo, un intellettuale vero e un grande amante dell’arte. Ci mancherà.

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