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Capalbio contemporanea

Flavio Favelli, Mauro Staccioli e Antonio Barbieri, sono loro i protagonisti della quarta edizione del progetto Capalbio Contemporary art, organizzata dall’associazione Il Frantoio e il laboratorio Officine Chigiotti negli spazi di Palazzo Collacchioni, l’edificio simbolo del piccolo e suggestivo borgo maremmano. Dal 2 agosto al 30 settembre la collettiva, a cura di Davide Sarchioni, innesca un fitto dialogo tra passato, presente, territorio, storia e architettura. Le opere site specific, infatti, sembrano tracciare un ponte tra la contemporaneità e la tradizione di una location che affonda le sue radici in epoca medievale.

I tre artisti selezionati sono già legati a questo territorio. A Capalbio Flavio Favelli ha presentato l’insegna Service realizzata in occasione del primo progetto di Officine Chigiotti nel 2017 a Grosseto, nei locali dove ha avuto origine più di un secolo fa una delle aziende della famiglia Chigiotti che ha contribuito alla meccanizzazione dell’agricoltura maremmana. La storia capalbiese di Favelli è proseguita con una serie di lavori concepiti per Palazzo Collacchioni e la realizzazione di un’inedita pittura murale sulle pareti esterne del Frantoio 

Nel 2019 Officine Chigiotti, invece, ha preso in custodia l’opera Prismoidi di Mauro Staccioli (Volterra, 1937 – Milano, 2018), installazione ambientale composta da 11 elementi in ferro zincato e realizzata nel 2003, che nel mese di ottobre sarà collocata nella corte del nuovo edificio progettato da Chigiotti a Grosseto. Per la mostra di Capalbio sono presentate due sculture in corten dell’artista e un docufilm sull’ampia personale di Volterra nel 2009, intitolata Luoghi di esperienza, con la collaborazione dell’Archivio Mauro Staccioli.

Antonio Barbieri (Rho, 1985), infine, vive e lavora a Grosseto e che ha tenuto le prime mostre proprio a Capalbio: qui presenta alcune sculture tra cui l’opera Lichene del 2019. 

La mostra sarà accompagnata da una serie di appuntamenti, incontri e talk di approfondimento tra gli artisti in mostra e curatori e critici invitati e sarà documentata da una pubblicazione che uscirà a fine anno. Con questa iniziativa, che si aggiunge anche ad altre rassegne che da anni animano la scena contemporanea maremmana, come Hypermaremma, si infittisce il legame di questo territorio con la sperimentazione artistica e creativa. Un legame già iniziato con grandi progetti come Il Giardino dei Tarocchi di Niki de Saint Phalle e le numerose iniziative del Frantoio. Tutto questo anticipa la prossima apertura, a ottobre 2020, di Palazzo agli Arcieri a Grosseto, il nuovo edificio contemporaneo, tecnologico e ad alta sostenibilità energetica progettato e realizzato da Giuseppe Chigiotti, dove sarà presentato un nuovo progetto dell’artista Antonio Barbieri, a cura di Davide Sarchioni.

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