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DeepBlue, residenza d’artista#4

Deep Blue è il tema della residenza artistica che Lefranc Bourgeois, in collaborazione con Inside Art, ha lanciato (https://bit.ly/38VTu6C) per celebrare i suoi 300 anni. Uno dei giurati che selezioneranno i due artisti vincitori è Guido Talarico, editore e direttore di Inside Art, che ci racconta la sua esperienza con il colore, con la pittura e, soprattutto, con il blu. 

Lefranc Bourgeois, un brand che fa della vicinanza agli artisti il suo punto di forza. Una bella storia industriale internazionale. Qual è la tua esperienza o conoscenza di questo brand?
«La ritengo un’azienda strategica per il sistema dell’arte. Da anni osserviamo come lavorano, con quale passione e dedizione dialogano con gli artisti per capirne le esigenze espressive. Un impegno davvero encomiabile, che da osservatori del mondo dell’arte e soprattutto da promotori e valorizzatori dei giovani talenti non possiamo che apprezzare. Ripercorrere a ritroso la storia di questo brand è un po’ come ripassare la storia dell’arte moderna e contemporanea ed è un’occasione per conoscere più intimamente alcuni dei nomi che hanno segnato indelebilmente l’estetica e la poetica dell’era contemporanea. Non mi meraviglia che per celebrare i 300 anni abbiano scelto un progetto come questa residenza, una nuova occasione per comunicare con gli artisti e mantenere un reale contatto con la realtà che li circonda, capire i loro problemi e le loro esigenze. Siamo felicissimi di fare da sponda a questa bella iniziativa e invitiamo tutti gli artisti che ci seguono ad aderire alla call. È semplicissimo, stimolante e gratuito».

Creatività e colore, due elementi che sono fondamentali nel linguaggio pittorico. Un linguaggio che in molti spesso criticano, ma poi torna sempre attuale. Qual è la tua opinione?
«Noi di Inside Art non abbiamo mai creduto nella crisi della pittura. Noi abbiamo un termometro in questo senso, rappresentato dal Talent Prize, il nostro premio di arti visive, attraverso il quale sondiamo il terreno espressivo delle nuove generazioni. E grazie a questa occasione abbiamo potuto constatare che la pittura è sempre rimasto un linguaggio di grande appeal anche per i giovani artisti. Per questo abbiamo continuato a parlare di pittura anche durante il boom dei nuovi media. Questa convinzione ci avvicina molto a Lefranc Bourgeois. La pittura deve essere tutelata e valorizzata, perché rappresenta uno straordinario vettore creativo per arrivare al cuore del pubblico, al cuore dei problemi e al cuore dell’emozione».

Che consigli ti sentiresti di dare a un pittore contemporaneo?
«Sicuramente di non considerarsi un artista marginale, di credere che è possibile fare di questa tecnica una ragione di vita e una professione. C’è un collezionismo estremamente florido in ambito pittorico. E le fiere ne sono una credibile testimonianza».

Il colore dell’anno è, ovviamente, il Blue Lefranc Bourgeois. Cosa ti evoca questa tonalità?
«Io ho una grande passione: il mare. Da sempre. Il Blue riconduce la mia memoria e il mio cuore a splendide emozioni e a una condizione mentale che mi trasmette pace e tranquillità. Diciamo che per me rappresenta un colore simbolo della forza vitale». 

Volete partecipare anche voi alla call per la residenza? Bastano una buona idea e pochi click. Il resto è semplice e gratuito. A questo link trovate il bando e la scheda di iscrizione: https://insideart.eu/2020/06/29/una-residenza-dartista-a-colori/

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