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Stanley Whitney da Gagosian

Inizialmente programmata ad aprile, la mostra di Stanley Whitney alla Gagosian gallery di Roma inaugura il 10 settembre. Tutto era già pronto prima del lockdown per la personale del celebre artista statunitense, nato a Filadelfia nel 1946, ma la cui vita si snoda tra New York e Solignano, vicino Parma. La mostra è stata solo spostata e andrà avanti fino al 17 ottobre. Whitney è uno dei maestri indiscussi dell’astrattismo contemporaneo dove il colore gioca un ruolo determinante. La sua vivace astrazione interrompe la struttura lineare della griglia, riempiendola di nuove e inaspettate cadenze di colore, ritmo e spazio. Traendo ispirazione da fonti diverse come le opere di Piet Mondrian, il free jazz, e le trapunte Afro-Americane, Whitney compone le sue tele con blocchi e barre in un dinamico gioco cromatico di ”botta e risposta”.  

Whitney ha trascorso molti anni sperimentando il potenziale apparentemente illimitato di una singola tecnica compositiva, dividendo liberamente tele quadrate in registri multipli. L’olio applicato sottilmente conserva il suo tocco vivace e permette un grado di trasparenza e di tensione ai bordi, tra ogni parte vivida e rettilinea. Utilizzando tele di varie dimensioni, l’artista esplora gli effetti variabili delle sue geometrie disegnate a mano libera, sia in grande scala che in formato più intimo, mentre applica abilmente successivi blocchi di pittura rispondendo al richiamo di ogni colore. 

Sebbene Whitney si sia profondamente dedicato alla sperimentazione cromatica nel corso di tutta la sua carriera, ha consolidato il suo originale approccio durante un viaggio formativo in Italia nel 1992, trasformando le sue composizioni da slegati insiemi di forme amorfe alle più solide e sovrapposte disposizioni che caratterizzano il suo stile maturo. Sono state l’arte romana e l’architettura – incluse le imponenti facciate del Colosseo e di Palazzo Farnese e i ripiani delle urne funerarie esposte al Museo Nazionale Etrusco – ad aver ispirato in Whitney la relazione tra colore e geometria. L’Italia rimane una fonte di ispirazione fondamentale e duratura per Whitney, che trascorre le sue estati dipingendo in uno studio vicino Parma. L’artista lavora prolificamente, esplorando continuamente tutte le possibilità del colore, cosa che rappresenta ormai il tratto distintivo nelle sue opere. In Italia Whitney adatta la tavolozza in base alla storia che lo circonda, permettendo tonalità tenui, il beige e i marroni, e i rossi Pompeiani, che assumono quindi un ruolo importante nelle sue ricche e varie composizioni.

Questi toni caldi ci appaiono in tutta la loro potenza in Bertacca 2 (2019), una delle tre grandi tele incluse in mostra, che Whitney ha realizzato in Italia. In quest’opera, l’artista riproduce la tonalità del vermiglio, presente negli affreschi in trompe l’oeil di Boscoreale, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Whitney riesce a ricreare la stessa tonalità luminosa, in strisce dense e in losanghe di pittura, contrapponendola direttamente al rosso cardinale, colore che ha invece sviluppato negli Stati Uniti. Le tonalità contrastanti di Whitney creano un’interazione dinamica tra spazio e massa, permettendo ai ritmi del passato classico di dialogare con il presente attivo.

L’ARTISTA
Stanley Whitney è nato nel 1946 a Philadelphia, e vive e lavora tra New York e Parma, Italia. I suoi lavori sono incusi, tra le altre, nelle seguenti collezioni: Metropolitan Museum of Art, New York; Solomon R. Guggenheim Museum, New York; Whitney Museum of American Art, New York; Philadelphia Museum of Art; Albright-Knox Art Gallery, Buffalo, NY; High Museum of Art, Atlanta; National Gallery of Canada, Ottawa; e Nelson-Atkins Museum of Art, Kansas City, MO. Tra le mostre personali si annoverano Recent Works, A.A.M. Architettura Arte Moderna, Roma (2004); Omi International Arts Center, Ghent, NY (2012); Dance the Orange, Studio Museum in Harlem, New York (2015); e FOCUS, Modern Art Museum of Fort Worth, TX (2017). Whitney ha partecipato a Documenta (Atene, Grecia, e Kassel, Germania) nel 2017. In occasione della mostra, la rassegna Conversazioni d’autore del MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo avrà come protagonista Stanley Whitney, mercoledì 1 aprile alle ore 18:00.

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