Personaggi

Addìo a Maurizio Calvesi

Il mondo dell’arte italiano piange la scomparsa di uno dei più autorevoli critici e storici dell’arte Maurizio Calvesi. È scomparso oggi a Roma all’età di 92 anni. Calvesi è stato un influente studioso di storia dell’arte, docente universitario e autore di molti saggi, alcuni dei quali considerati ancora oggi dei pilastri della bibliografia relativa alla storia dell’arte, come quelli su Piero della Francesca, Dürer, la Cappella Sistina, Caravaggio, Piranesi, Boccioni e il Futurismo, de Chirico e Duchamp. È stato curatore di due edizioni della Biennale di Venezia (1984 e 1986) ed è stato socio corrispondente dell’Accademia dei Lincei nonché socio dell’Accademia di San Luca.

Nato a Roma nel 1927, Calvesi fin dall’infanzia ha dimostrato un forte interesse per l’arte, frequentando lo studio di Giacomo Balla, che lo sollecita nell’entrare in contatto con Filippo Tommaso Marinetti: ciò avviene nel 1941, e Calvesi entra così a far parte del gruppo ”Aeropoeti Sant’Elia”. Il suo avvicinamento al Futurismo lo renderà, nel corso della sua carriera, uno dei principali punti di riferimento per la conoscenza e il racconto del movimento artistico. Durante l’adolescenza, si dedica alla scrittura di poesie futuriste, firmate insieme a Sergio Piccioni, che oggi sono custodite all’Università di Yale nel Centro di Documentazione Futurista. Nel 1949 Calvesi si laurea con lode in Lettere e Filosofia nell’Università La Sapienza di Roma con una tesi su Simone Peterzano, assegnatagli da Lionello Venturi, iniziando così a intraprendere i suoi primi studi su Caravaggio. Oltre a Venturi, suo maestro e mentore è anche Giulio Carlo Argan, oltre a Francesco Arcangeli, che conoscerà a Bologna. Qui, nel 1955, presta servizio alla Soprintendenza, per poi dirigere la Pinacoteca nazionale di Ferrara e, a Roma, la Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea e la Calcografia Nazionale. Dal 1967 insegna nelle Accademie di Carrara e di Roma, e nel 1969 vince il concorso universitario come ordinario di Storia dell’Arte e svolge il suo ruolo di docente nella Facoltà di Lettere di Palermo dal 1970 al 1977, per poi ricoprire prima la terza e poi la prima cattedra di Storia dell’Arte Moderna della Facoltà di Lettere della Sapienza a Roma, in cui è stato prima Direttore dell’Istituto e poi del Dipartimento di Storia dell’Arte fino all’ottobre del 2002. Nel 2003 è nominato Professore Emerito presso la Facoltà di Lettere.

Dal 1983 al 1988 e dal 1992 al 2001 è dapprima vicepresidente, poi Presidente del Comitato per i Beni Artistici e Storici nell’ambito del Consiglio Nazionale per i Beni Culturali. Tra le altre cose Calvesi ha presieduto la Fondazione Burri di Città di Castello, è stato consulente della Fondazione Marino Marini a Pistoia e dal 1969 al gennaio 1992 è stato redattore della rivista quadrimestrale Storia dell’Arte fondata e diretta da G.C. Argan, per poi dal 1992 diventarne direttore. Nel 1984 Calvesi fonda la rivista mensile Art e Dossier e ne è stato direttore scientifico fino al 1995.

Tra i primi a dare notizia della sua morte è stato il critico e curatore Alberto Dambruoso, uno dei suoi più affezionati allievi. Questa mattina su Facebook ha scritto: ”Oggi è un giorno molto triste per l’arte italiana che perde uno dei più importanti storici dell’arte, se non il più importante di tutto il Novecento. È venuto a mancare stamattina il mio mentore Maurizio Calvesi. A lui devo praticamente tutto della mia carriera. Tra le cose più importanti che mi ha lasciato l’archivio di Umberto Boccioni… Buon viaggio Maurizio e che tu possa vedere ora da vicino gli angeli del Mantegna, di Raffaello, Michelangelo e del Caravaggio descritti come pochi altri hanno saputo fare in oltre 60 anni di studi”.

 

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