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Silvia Sasso, Lockteen

L’adolescenza e le sue tensioni, le sue inquietudini, le sue scoperte, la sua incertezza e la sua tenacia. Ma anche la sua fragilità. Una fase della vita che la fotografa Silvia Sasso ha rappresentato nel progetto Lockteen ricorrendo alla sua tipica dialettica delle similitudini. In ogni scatto è sintetizzata una storia. Nel loro complesso sembrano quasi comporre una poesia, dove metafore e figurazioni arricchiscono il linguaggio. Nel lavoro della Sasso l’adolescenza diventa la chiave narrativa per raccontare un periodo, quello del Covid, che ha posto tutti in una condizione di precarietà e casualità, che ha fatto cadere le certezze e i paradigmi della quotidianità, esponendo le persone alla realtà con tutte le loro insicurezze. Le condizioni imposte dal tempo hanno tirato fuori risorse inaspettate, nuove energie, ma anche nuove paure. L’animo umano si è così ritrovato in uno stato che l’artista inquadra come adolescenziale, con tutti i suoi punti di forza e debolezza. Il risultato è un lavoro che dietro la sua eleganza estetica cela una grande profondità e, in fondo, un messaggio di rassicurante speranza.

 

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