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Borondo a Segovia

Cinquecento anni fa a Segovia, in Spagna, si registravano le prime insurrezioni popolari in tutta la Castiglia, con l’esecuzione – per mano del popolo – degli esattori reali e, successivamente, di Rodrigo de Tordesillas, accusato di tradimento per aver appoggiato Carlo I contro gli interessi della città. La città, che si era distinta nel corso dei secoli per aver sviluppato condizioni di libertà e di autogoverno, si ribellò indignata contro quello che consideravano un affronto e si mobilitarono in un’intensa protesta pubblica. Sono passati alla storia come i comuneros. 

A distanza di 500 anni lo street artist Borondo ha deciso di ricordare quello che è ricordato come uno dei primi movimenti libertari in Europa con una installazione diffusa nella città di Segovia. Il format scelto dall’artista è un percorso che include gli spazi pubblicitari lontani dal centro turistico; un totale di 32 opere distribuite in 17 tappe che convertono il paesaggio urbano in un museo all’aria aperta. Borondo rende omaggio all’intenzione divulgativa di Goya nella sua serie di incisioni Los caprichos e Los desastres, attraverso la tecnica del monotipo, utilizzata per l’intero progetto. 

Attraverso una prima fase di ricerca, di natura storiografica, l’artista rende omaggio ai Comuneros approfondendo l’idea della Rivolta ed estendendo l’analisi delle lotte di potere oltre l’ambito definito, indagando anche il confronto tra l’umanità e la natura e le tracce urbane nel paesaggio naturale. Il risultato di questa elaborazione è Insurrecta, il lavoro composto di 5 capitoli che si sviluppano in 32 opere distribuite in 17 episodi, un vero e proprio museo a cielo aperto che può essere visitato a piedi, in auto o in bici. Allo stesso tempo l’artista svela ai visitatori uno spazio visuale di Segovia meno conosciuto dai turisti, promuovendo la visibilità dei cosiddetti non luoghi urbani.

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