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È il tempo di Caravaggio

Una mostra importante, dedicata ai dipinti del grande maestro Caravaggio appartenenti alla collezione di Roberto Longhi. È questo l’appuntamento che, a cinquant’anni dalla scomparsa del grande collezionista (Alba 1890 – Firenze 1970), segna la stagione espositiva capitolina di quest’estate. In mostra ai Musei Capitolini fino al 13 settembre, infatti, fa da protagonista una delle opere più famose del pittore barocco: Ragazzo morso da un ramarro. L’opera, che risale all’inizio del soggiorno romano di Caravaggio e databile intorno al 1596-1597, è sicuramente una delle più famose e continua a colpire tutti innanzitutto per la resa del brusco scatto dovuto al dolore fisico e alla sorpresa, che si esprimono nella contrazione dei muscoli facciali del ragazzo e nella contorsione della sua spalla. Ma anche per la ”diligenza” con cui il pittore ha reso il brano della natura morta con la caraffa trasparente e i fiori. Nella sala introduttiva, dedicata alla figura di Roberto Longhi e alla Fondazione da lui istituita, infatti, è esposto un disegno a carboncino della sola figura del ragazzo: un d’après, dal foglio a grandezza quasi naturale, che non solo dimostra l’abilità di disegnatore dello storico dell’arte, ma che soprattutto ne attesta la perfetta comprensione dell’organizzazione luminosa del dipinto che aveva davanti agli occhi.

In mostra tra gli altri anche tre lavori Carlo Saraceni; l’Angelo annunciante di Guglielmo Caccia detto Il Moncalvo; la Maria Maddalena penitente di Domenico Fetti; la splendida Incoronazione di spine di Pier Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone, l’Allegoria della Vanità, una delle opere più significative di Angelo Caroselli, oltre a

Info: Musei Capitolini, Sale espositive di Palazzo Caffarelli.
Tutti i giorni ore 9.30-19.30 con turni di ingresso contingentati tramite acquisto on line o 060608

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