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Il Mausoleo di Augusto

La grandiosa impresa e il conseguente merito vanno a l’archeologa e l’architetto che, con i rispettivi gruppi scientifici, hanno corretto e modificato i punti salienti architettonici e politici del Mausoleo di Augusto. I due studiosi hanno, infatti, ultimato una ricostruzione minuziosa e puntuale del colosso che, forse per oltre mille anni, ha fornito a Roma metalli, marmi, travertino e calce. Trasformato nei secoli in fortezza, luogo di culto, cava di materiale e anche teatro, ancora oggi il mausoleo conserva la struttura che sosteneva il monumento di marmo. Grazie agli studi archeologici, architettonici e filologici, i resti quasi irriconoscibili del monumento stanno rivelando agli studiosi a quale scopo il Divino Augusto lo aveva eretto nel 29 a.C. In base a questi studi accurati è stato possibile ricostruire virtualmente e riportare in immagini tridimensionali i risultati principali del lavoro, visibile sul canale YouTube Il Mausoleo di Augusto in Campo Marzio.
Paola Virgili e Alberto Mancini non hanno solo proposto una ricostruzione del probabile del vero
aspetto esterno dell’edificio e della sua struttura interna (ottenendo l’approvazione dei più celebri archeologi contemporanei) ma ne hanno individuato il progetto politico (e forse astrologico!) finale della sua costruzione, superando quelle ricostruzioni proposte da storici e colleghi internazionali. Oggi il Mausoleo di Augusto aspetta nuovi interventi strutturali al suo interno e sulla piazza che lo circonda, ed è destinato a essere un’altra attrazione archeologica che si aggiungerà alle bellezze della Capitale. Paola Virgili sarà il Direttore tecnico archeologo progetto che prevede una copertura in vetro della parte centrale e un museo. Si aspetta ora l’inizio dei lavori di ristrutturazione dell’intera area che circonda il mausoleo secondo il progetto dell’architetto Francesco Cellini.

LA RICOSTRUZIONE

Il monumento era parte del grande piano urbanistico di Augusto per il Campo Marzio: Pantheon, Ara Pacis, Orologio solare e Mausoleo ne erano i cardini. Soprattutto è stato dimostrato che il Mausoleo non conteneva l’inumazione di Augusto. Fino a pochi anni fa, infatti, si pensava che il mausoleo nascondesse una tomba ipogea (sul modello delle sepolture aristocratiche etrusche). Lo studio citato, dimostra, invece, che la sepoltura dell’imperatore non è sotto terra e che tutto il monumento non aveva solo la funzione di contenere le ceneri di Augusto, ma ne celebrava la figura divina. A comprovare tale ricostruzione è la camera funeraria in cima al monumento, in un piccolo tempio e sopra la cupola, e la statua di bronzo, che si erge in trionfo su Roma a 44.4 metri di altezza. Paola Virgili spiega che il giorno della nascita di Roma, ogni 21 aprile, a mezzogiorno la luce del sole colpiva la cella funeraria e la statua dell’imperatore in cima al mausoleo durante la processione che prevedeva la parata imperiale. Così Augusto si proclamava nuovo fondatore di Roma.

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