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L’appello delle Fondazioni

Ci avviciniamo alla Fase 2 dell’ emergenza sanitaria ma i dubbi su come si ripartirà, come scrivevamo anche qui, non tendono ad affievolirsi.
Anche per questo motivo, il Comitato Fondazioni Arte Contemporanea, presieduto da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, attivo dal 2014 al fine di contribuire alla valorizzazione e alla promozione del patrimonio artistico e culturale in Italia aggregando i soggetti che operano in questo ambito, non si ferma e chiede di aprire un confronto sulle difficoltà che coinvolgono il settore.
Da qui l’idea di un appello, raccolto in una lettera rivolta al Ministro dei Beni Culturali e del turismo, Dario Franceschini, in cui emerge con chiarezza quanto le Fondazioni siano ancora intenzionate a svolgere un decisivo ruolo di sussidiarietà nella produzione e diffusione dell’arte contemporanea, a fianco di enti pubblici nazionali e territoriali.
Per questo il comitato chiede che l’arte contemporanea sia considerata un settore strategico all’interno della governance culturale italiana e sia pertanto inserita tra i destinatari delle agevolazioni, dei sostegni e dei contributi oggetto della legislazione speciale in via di emanazione.

La crisi legata alla diffusione del Covid – 19, infatti, sta mettendo a rischio il futuro delle istituzioni culturali con gravissime implicazioni a discapito degli artisti, dei professionisti, dei pubblici e di tutti coloro che considerano la cultura uno degli elementi vitali per la ripresa del Paese.
Ma l’arte contemporanea è una delle espressioni della vitalità e della capacità prospettica della società. È uno strumento in grado di immaginare e mettere a disposizione della collettività contenuti che rafforzano la dialettica culturale, la coesione sociale, la consapevolezza civica, una risorsa comune che genera anche valore economico. Intorno all’artista contemporaneo e alla sua creatività si espande una rete dinamica di competenze scientifiche, professionali, pedagogiche, un sistema virtuoso d’istituzioni pubbliche e private, musei, fondazioni, gallerie, spazi non profit che ogni giorno dedicano il massimo impegno all’arte come cultura e linfa vitale del nostro Paese.

Sono queste le ragioni che hanno spinto il comitato a intervenire attivamente nel dibattito, tracciando le linee principali dell’ impegno delle fondazioni, che non vanno interrotte. La loro proposta si articola su questi punti:

1) la programmazione espositiva d’arte contemporanea aperta e accessibile a tutti i pubblici, il lavoro e la collaborazione con il mondo della scuola, dell’università, della scienza, della ricerca, dell’imprenditoria;

2) la valorizzazione di giovani talenti artistici e il sostegno alla produzione delle loro opere, con ricadute positive di natura culturale ed economica sul sistema paese; il contrasto del fenomeno di abbandono del nostro Paese da parte di giovani artisti, che cercano destinazioni più adeguate per perseguire le loro aspirazioni professionali;

3) la programmazione di corsi di formazione sull’arte contemporanea destinati a studenti, personale docente, specialisti, volti a diffondere la conoscenza di questa disciplina, incrementando e valorizzando nuove professionalità;

4) l’individuazione e l’implementazione di nuovi strumenti digitali idonei a favorire la conoscenza e l’accessibilità delle opere d’arte da parte di un pubblico più vasto rispetto a quello dei visitatori tradizionali. L’attuale emergenza spinge infatti le istituzioni a immaginare nuove modalità di comunicazione dell’arte contemporanea, delle collezioni, delle attività educative e formative, anche e
soprattutto attraverso i media digitali e l’e-learning.

Una richiesta chiara, per non ostacolare in modo traumatico il lavoro delle fondazioni, che non riuscendo più a sostenere gli artisti contemporanei smetterebbero di contribuire alla crescita socioculturale, critica, estetica ed economica del nostro Paese.

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