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La gravità permenente di Mazza

Inaugura il 14 aprile alle ore 19 sul profilo Instagram della galleria L’Apocryphalgallery la mostra Gravitas di Federico Mazza. L’esposizione, a cura di Mario Nalli con il testo critico di Luca Arnaudo, parte dal concetto di gravità che si fa però leggerezza. Con i suoi carboni, che altro non sono che sfalci arsi degli ulivi che egli stesso coltiva nella campagna sabina, l’artista descrive, infatti, un mondo che diventa effimero e persistente. Dal potere della terra le sue opere si elevano verso universi altri; dalla materialità arrivano agli spazi del cielo, all’altezza delle stelle. Tutto questo si trasmuta in immagini le cui assonanze diventano eco, eco di cui si può sentire la permanenza. Come sottolinea proprio Luca Arnaudo nel suo testo critico: ”Trattenuto sulla tela dalla più universale e insistente delle forze, la gravità, il peso del fumo nero si fa così nebulose e pianeti, memoria di una terra data e rivelazione di un cielo possibile, gravitando con sorprendente leggerezza.”

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