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Ritorno a Belzagor, l’integrale

Anticipato dal corposo volume Le spade di vetro, la casa editrice Magic Press pubblica Ritorno a Belzagor, l’integrale (120 pagine, 18 euro), l’adattamento a fumetti di Mutazione (”Downward to the earth”), il romanzo di fantascienza, datato 1970, del pluripremiato scrittore statunitense Robert Silverberg. «Era tornato sul mondo di Holman, dopo tutto. Non sapeva bene il perché. Chiamatela un’attrazione irresistibile; chiamatelo sentimentalismo; chiamatela stupidità. Gundersen non aveva mai pensato di rivedere quel posto. Invece era lì, in attesa di atterrare, e sullo schermo c’era il mondo di Holman, un poco più grande della terra: un mondo che si era preso i dieci anni più importanti della sua vita, un mondo dove aveva appreso delle cose su sé stesso che non avrebbe voluto sapere». A distanza di mezzo secolo il graphic novel sceneggiato da Philippe Thirault (parigino, classe 1967, del quale in Italia abbiamo letto ”La compagnia dell’inferno” con disegni di Christian Hojgaard) e disegnato a colori da Laura Zuccheri (bolognese, classe 1971, è anche illustratrice e pittrice) rappresenta un’ottima lettura per gli appassionati del genere. Si parte da qui: in seguito alla decolonizzazione, il mondo di Holman ha recuperato il suo nome originario: Belzagor. Questo fiorente polmone verde – presentato ai lettori come «esopianeta di classe sette, nel periodo d’oro della colonizzazione» – accoglie due specie intelligenti: i Nildoror (erbivori simili ad elefanti, hanno una tradizione della quale i terrestri non conoscono i dettagli: più volte durante la loro esistenza iniziano un viaggio nella cosiddetta ”zona delle nebbie”, dove aderiscono a un rituale di passaggio dal quale escono mutati) e i Sulidoror, onnivori antropomorfi. Entrambe le specie nascondono ancora numerosi misteri, nonostante abbiano trascorso tanto tempo sotto il dominio terrestre. L’ex agente della compagnia Edmund Gundersen – che nei tratti ricorda un giovanissimo Max von Sydow, recentemente scomparso – riapproda su questo strambo mondo (i Nildoror sono talmente curiosi che lo sorprendono a fare sesso in spiaggia, tanto da fargli affermare: «quei mastodonti non ci rovineranno la serata, mi sento veramente felice per la prima volta in vita mia»), dove tenterà di presenziare alla cerimonia della rinascita. Stiamo parlando di un rituale privato al quale i terresti non hanno l’opportunità di assistere e di cui a nessuno è permesso parlare. Una situazione sociale complicata, quella che si trova ad affrontare Gundersen, che al contempo deve fare i conti con i suoi errori trascorsi, cercando di recuperare. Le civiltà differenti che si incontrano/scontrano, i pregiudizi, l’accettazione del ”diverso” («la bellezza del cosmo è data non solo dalla unità nella varietà, ma anche dalla varietà nell’unità», riconosceva Umberto Eco), la decolonizzazione, il rispetto dell’uomo per l’ambiente che lo circonda e il debito ecologico che, per forza di cose, non può (e non deve) ignorare. Sono tutte tematiche importanti, che il racconto a fumetti Ritorno a Belzagor, l’integrale va, in qualche maniera, a toccare. Certo, il suggerimento – seppur ovvio – è quello di concentrarsi prima su Le spade di vetro, per avere un continuum nella lettura. Lasciandosi conquistare dall’ambientazione, dai luoghi, dalla flora e dalla fauna così ben vividi.

Info: www.magicpressedizioni.it

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