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Tutti contro Ai Weiwei

 Il suo post, come era prevedibile, si è diffuso alla velocità dello stesso virus su cui Ai Weiwei ironizza, diciamolo con pessimo gusto. Qualche giorno fa, infatti, l’artista dissidente cinese più famoso del momento ha lanciato sui profili social (Twitter e Instagram) un messaggio che ha fatto molto discutere: ”Coronavirus is like pasta. The Chinese invented it, but the italians will spread it all over the world”. Tradotto: ”Il coronavirus è come la pasta. I cinesi l’hanno inventata, ma gli italiani la diffonderanno in tutto il mondo”. Le risposte non si sono fatte attendere e, a chi ha provato a bacchettare l’artista – che ricordiamo in queste settimane sarebbe stato impegnato con la regia della Turandot al Teatro dell’ Opera di Roma, che però seguito al decreto dell’ ultimo Consiglio dei Ministri è stato chiuso –  lui stesso risponde: ”Uno scherzo diventa ridicolo solo quando lo prendi sul serio”. Ma la risposta non è servita a calmare gli animi e anche l’arte italiana si è risentita per questa ”battuta”.

In particolare Francesco Vezzoli all’ Huffington Post ha commentato con rammarico e fastidio la vicenda: “Mi sono sentito offeso su una tale quantità di piani che non so da dove cominciare. I lavori di Ai Weiwei – sui quali non mi sono mai pronunciato – sembravano sempre dei gesti affettuosi, di supporto o di umana condivisione verso la parte sofferente, i migranti in primis, ma non solo loro. Con quella frase, però, lui che proviene da una nazione che ha vissuto e sta vivendo quella stessa tragedia, ha fatto ironia sulla nostra che è in uno stato di sofferenza e di pressione dove ci sono persone che stanno morendo. Sono sconvolto”. E continua sempre su HuffPos: ”L’Italia lo ha sempre accolto a braccia aperte e lui si permette di ricompensare tutto quell’affetto scrivendo quelle cose? Per me questo signore è un ingrato, è un incolto, è una persona senza sentimenti che millanta di averne, tra l’altro, nella sua arte. È davvero una cosa brutta quella che ha fatto, è peggio di una presentatrice dei talk show della domenica sera”. Effettivamente in un momento in cui il nostro Paese sta provando gestire una situazione così drammatica per la sua economica, siamo d’accordo con Vezzoli, non c’è spazio e tempo per le battute.

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