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Carlo Montarsolo celebrato con una mostra in Armenia

Fino al 29 febbraio 2020 ha luogo in Armenia, al museo d’Arte moderna di Jerevan, la mostra Carlo Montarsolo. La luce, il suono, il colore, una retrospettiva dedicata all’artista che ha scritto importanti pagine di storia nell’ambito dell’Astrattismo dal dopoguerra ai primi anni Duemila. In continuità con le rassegne espositive e gli eventi culturali legati alla riscoperta di Carlo Montarsolo (1922-2005), la retrospettiva è finalizzata ad approfondire la proficua produzione dell’artista. Sono 30 le opere selezionate dall’Archivio dell’Associazione Montarsolo, che raccontano i principali filoni del percorso artistico di Montarsolo, in particolare quelli legati alla luminosità del colore, tema fondante della rassegna. La mostra è una sintesi della vasta produzione del noto artista italiano: dal capitolo materico più apprezzato degli anni Sessanta – ”geometria e luce” – ai temi del ”mare” e delle ”lave vesuviane” ai ”fogliami”; dai ”segni e suoni” degli anni Settanta fino alle più recenti ”immagini del creato”. Di quest’ultimo ciclo è l’opera simbolo della mostra, Meteora in frantumi (2003), da cui è ispirata una nuova video-installazione di arte digitale che sarà presentata dall’Associazione Montarsolo in occasione dell’inaugurazione della mostra. 

Fra le opere più significative in mostra anche alcuni dipinti storici, con cui l’artista ottenne successi significativi che lo proiettarono in una dimensione nazionale ed internazionale, come Nudo sul Vesuvio (1958) e Perentorietà di un’affermazione, esposto nel 1972 alla Quadriennale Nazionale d’arte di Roma. Visibili anche molte opere presenti alla storica mostra antologica sull’artista tenutasi a Villa Pignatelli nel 1986 a cura della Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici di Napoli.

 

 

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