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Arte e luce

I fulmini sono un fenomeno naturale che genera contemporaneamente un sentimento di paura e d’altra parte una forma di splendore emozionale. Le scariche elettriche che solcano il cielo si generano da due corpi con elevata differenza di potenziale elettrico. Così si attua una compresenza tra negativo e positivo, tra due opposti che si scontrano e si incontrano. È come se esistesse un cortocircuito favorevole alle spinte contrastanti che esistono anche nell’essere umano che guarda questi fenomeni, essere umano solcato da poli divergenti e convergenti che fanno di esso un mistero psicologico ed emotivo. La dicotomia all’origine del fulmine, dicotomia che si unisce, viene ben rappresentata nella mostra Thunderbolt di EPVS e David Lascaris, a cura di Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci, alla galleria Borghini Arte Contemporanea di Roma. La galleria ha iniziato il suo percorso specializzandosi sul rapporto tra arte e luce che la gallerista Tamara Borghini ha ampliato nella relazione tra l’uomo e l’energia.

EPVS si sofferma sulla bellezza del fulmine globulare con fotografie scattate da essa stessa: le fotografie ritraggono sfere di fuoco rosse a bianche, eco delle manifestazioni dei temporali, andando a suscitare sia spavento che incanto, con una delicatezza e una forza che solo la natura può concedere alla visione umana. In questa occasione i due poli che si dovrebbero scontrare generano un sistema visivo coerente da cui emerge la sensibilità estetica e concettuale dell’artista, complice l’installazione che è stata realizzata come una cometa con la coda che crea una scia luminosa. Ombre e luce si danno contemporaneamente e coinvolgono in un approfondimento che va oltre il singolo scatto per restituire un insieme che suggerisce complessità e semplicità allo stesso tempo. Queste immagini sono stampate in diverse misure e formati su alluminio spazzolato. L’opera di EPVS si chiama Kugelblitz che in tedesco, suo paese d’origine, indica sia fulmini globulari che, anche, un carro armato semovente anti-aereo utilizzato durante seconda guerra mondiale. Così la riflessione si estende ad un concetto antibellico e di pacifismo proprio del pensiero dell’artista.

Mentre David Lascaris crea una scritta luminosa in plexiglass in cui la parola ”Fascinans”, in giallo e che vuol dire affascinante, si sovrappone alla parola ”Tremendum”, in fucsia e che vuol dire tremendo. La dicotomia si realizza ed evolve poi nella compresenza del terrore e della fascinazione che si ha per i fulmini, ma anche, ad esempio, questo doppio lato tremendo e affascinante, si può trovare nell’amore, come se l’amore fosse complice di due realtà che si mescolano. Le due polarità dell’opera si compenetrano in un gioco cromatico, formale e concettuale. Sulla parete di fronte sono situate tre sculture in plexiglass di colori diversi e stilizzate, che fanno pensare ai fulmini. La sorpresa è che guardando dentro queste sculture una superficie specchiante restituisce la propria immagine insieme alla doppia scritta così che si possa avere un impatto ambiguo con il proprio volto. L’opera nella parte finale della galleria è una croce, sempre realizzata con lo stesso materiale. La croce è costituita da due colori diversi in maniera tale che si possa pensare ad un più ed un meno, poli che generano la scossa elettrica dei fulmini, ma che sono anche due elementi che coesistono nell’amore.

Dal testo critico della curatrice: ”Nel quotidiano Thunderbolt è una tecnologia standard (nota in precedenza con il nome in codice Light Peak) che definisce un’interfaccia con lo scopo di permettere il collegamento tra una vasta gamma di dispositivi multimediali tra cui le unità di memorizzazione. Nelle parole di Kevin Kahn «Vediamo Thunderbolt come un successore di USB 3.0. In un certo senso, vorremmo realizzare l’unico cavo di cui avrete bisogno». (…) È nell’incontro col diverso, l’altro da sé, che il fulmine si manifesta”.

Fino al 15 febbraio
Info: http://www.borghiniartecontemporanea.it/

 

 

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