Personaggi

Palazzo Grassi, ecco Racine

François Pinault ha annunciato la nomina di Bruno Racine alla direzione di Palazzo Grassi – Punta della Dogana dalla fine del mese di marzo, successivamente all’apertura delle mostre della stagione 2020. A partire dalla stessa data, Martin Bethenod, Direttore dell’istituzione veneziana dal 2010 e responsabile della direzione del futuro museo della Bourse de Commerce dal 2016, potrà così dedicarsi completamente all’apertura e allo sviluppo dell’istituzione parigina, la cui apertura è prevista per giugno 2020.

Racine porta a Palazzo Grassi la sua esperienza come direttore di importanti istituzioni culturali, tra cui il Centre Georges Pompidou e la Bibliothèque nationale de France, per la quale ha organizzato un ciclo di mostre di arte contemporanea. Autore di un’opera letteraria comprendente numerosi libri sull’Italia e fine conoscitore del Paese, di cui difende la lingua, ha diretto l’Accademia di Francia a Roma dal 1997 al 2002, aprendo Villa Medici all’arte contemporanea e agli artisti italiani.  

Con la nomina di Bruno Racine alla direzione di Palazzo Grassi – Punta della Dogana e la conferma dell’incarico di Martin Bethenod alla Bourse de Commerce, Pinault rinnova di fatto la sua volontà a sostegno di uno sviluppo specifico e allo stesso tempo armonico dei due poli museali della Collezione Pinault, a Venezia e Parigi.

CHI È
Nato a Parigi il 17 dicembre del 1951, Bruno Racine ha avuto una formazione letteraria (allievo de l’École normale supérieure in lettere classiche) e ha poi proseguito i suoi studi all’École nationale d’administration, diventando revisore della Corte dei Conti di Parigi nel 1979. Più volte incaricato nell’ambito degli affari esteri, in particolare per il gabinetto del Primo Ministro Jacques Chirac (1986-1988), e in seguito per Alain Juppé, Ministro degli Affari Esteri (1993-1995) e Primo Ministro (1997), è stato direttore del Centro d’analisi e previsione del Quai d’Orsay dal 1993 al 1995.  

In campo culturale Bruno Racine è stato direttore degli Affari Culturali della città di Parigi (1988-1993) e infine direttore dell’Accademia di Francia a Roma, Villa Medici, dal 1997 al 2002. Durante il suo mandato romano, ha promosso un vasto programma espositivo internazionale di arte contemporanea, tra cui la trilogia La Ville, le jardin, la mémoire e sotto la sua guida Villa Medici si è maggiormente aperta agli artisti italiani di ogni generazione. Dal 2002 al 2007, succedendo a Jean-Jacques Aillagon, ha ricoperto la carica di presidente del Centre Pompidou (2002-2007) e successivamente presidente della Bibliothèque nationale de France (2007-2016). In questo ruolo ha dato un importante impulso alla svolta digitale dell’istituzione, orientandola inoltre verso l’arte contemporanea attraverso una serie di mostre sui legami tra artisti e letteratura (Sophie Calle, Richard Prince, Matthew Barney, Anselm Kiefer). Di ritorno alla Corte dei Conti nel 2016, è stato incaricato nel 2019 dal Ministro della Cultura di una missione prospettica dedicata agli autori e all’azione creativa.

Bruno Racine è presidente della Fondation pour la recherche stratégique (FRS), dello Studio national des arts contemporains-Le Fresnoy e dell’Association pour le développement de la Bande dessinée ad Angoulême. Strenuo difensore della cultura e della lingua italiana, presiede il comitato parigino della Dante Alighieri.

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