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Giulia Berra vince Generazione Contemporanea

È Giulia Berra la vincitrice del premio Generazione contemporanea, il concorso promosso dalla Luiss Creative Business Center per promuovere l’arte contemporanea italiana e internazionale, sostenere artisti under 35 e ampliare la collezione permanente d’arte contemporanea della LUISS Guido Carli. A conquistare la giura di esperi è stata l’artista lombarda (Cremona, classe 1985) che con l’opera  Metrpolis #2 è riuscita a fondere i concetti di catastrofe e aspirazione con un mondo diverso. La Torre di Babele di Pieter Bruegel il Vecchio conservata a Rotterdam – città pionieristica per le soluzioni adottate in vista dei cambiamenti climatici e dell’innalzamento del mare – viene dunque contaminata con le visioni futuristiche di Antonio Sant’Elia e Fritz Lang. Quello che emerge è una spirale che raccoglie in sé immagini utopiche e dispotiche dell’habitat presente e futuro in chiave progettuale e poetica. Gli artisti in gara, tra i quali sono risultati finalisti insieme alla Berra anche Elena Mazzi e Maria Di Stefano, erano stati chiamati a interpretare infatti il concetti di habitat, inteso come uno stato attivo, un meccanismo di funzionamento delle cose, che deve essere dinamico per poter evolvere. Come l’uomo che rappresenta l’unica specie in grado di creare delle condizioni endogene che facilitino la vita in un certo luogo e al contempo, di adeguarsi alle condizioni allogene che si trova a dover affrontare. L’umanità non solo si adatta all’habitat in cui si trova, ma lo modifica in modo da renderlo più funzionale. Nell’ opera di Berra si ritrovano architettura in costruzione, architettura distrutta, architettura di pieni e di vuoti, architettura metamorfica e destrutturata, terrazzata di piume verdi che oscillano con gli spostamenti d’aria. Metropolis #2 si presenta, infatti, come modello in scale di uno spazio umano e bioispirato, caratterizzato da elementi naturali che ne accentuano la dimensione onirica, fragili scarti raccolti con pazienza nel corso di anni, nel pieno rispetto dei cicli biologici. Come emerso anche dall’ opera finalista del Talent Prize 2019, leggi qui, per Berra la natura è sempre il punto di partenza per costruire visioni e metafore della contemporaneità. Si rapporta al vuoto, alle mutazioni, alle fluttuazioni, cercando di definirne i legami. Si interessa ai processi, ai cicli biologici, alle loro interazioni e ai loro limiti.

Giulia Berra ha ottenuto un premio in denaro di € 4.000,00 conferito a insindacabile giudizio dalla giuria tecnica composta da Achille Bonito Oliva, critico d’arte e responsabile scientifico del Luiss Master of Art; Paolo Baratta, Presidente Biennale di Venezia; Anna Coliva, Direttrice Galleria Borghese, Roberto Cotroneo, Giornalista, scrittore e fotografo italiano;  Margherita Guccione,  Direttrice MAXXI Architettura;  Pia Lauro, curatore indipendente e diplomata LUISS Master of Art,  Giovanna Melandri, Presidente Fondazione MAXXI;  Domenico Piraina, Direttore PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano; Luca Pirolo, Direttore LUISS Master of Art; Michelangelo Pistoletto, artista e Direttore Artistico Cittadellarte – Fondazione Pistoletto;  Monique Veaute, Presidente Fondazione Romaeuropa;  Andrea Viliani,  Direttore Generale Madre · Museo d’arte contemporanea Donnaregina e un rappresentante del Collettivo Curatoriale della IX ed. del LUISS Master of Art.

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