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Stop Soil Erosion!

STOP SOIL EROSION! Può sembrare una delle tante richieste per salvaguardare il nostro pianeta, e da un certo punto di vista lo è anche, ma in questo caso specifico è il titolo dell’installazione dell’artista Marco Angelini che da venerdì 6 dicembre occuperà lo spazio del Mattatoio di Testaccio a Roma. L’installazione, realizzata site-specific per la FAO all’interno dell’Isola della Sostenibilità, si presenta come una parete bianca che riporta numerosi acchiappasogni che cristallizzano il desiderio dell’uomo di fermare l’erosione e salvare il suolo. Non è la prima volta che l’artista romano, classe 1971, dimostra particolare sensibilità rispetto ai temi ambientali; lo scorso anno ad esempio, all’interno del Quartier Generale della FAO, aveva realizzato interventi interventi pittorici che riflettevano sul ”climate change”. In questo lavoro Angelini, in particolare, omaggia il Global Soil Partnership (l’Alleanza Mondiale per il Suolo istituita dalla FAO per promuovere la gestione sostenibile dei suoli) scegliendo come titolo del lavoro proprio “STOP SOIL EROSION!” slogan internazionale coniato dalla FAO.
Marco Angelini – ci spiega la curatrice del progetto Giusy Emilianodeclina il sogno in modo materico ovattato e simbolico. I segni distintivi di forte impatto visivo accompagnano il visitatore in uno sguardo prospettico e avvolgente. I piccoli sacchetti di organza che contengono terra di campo rivelano il tema principale del custodire, prendersi cura e salvare il suolo. [...] La metodica messa in campo da Angelini non è mai casuale ma studiata e arricchita, come in questo caso, attraverso una segreta numerologia. I quadri che dialogano tra loro e ampliano il concetto primario sono cinque e il suo multiplo, questo a significare che l’opera non guarda uno spazio ristretto o un luogo specifico ma i cinque continenti. In questo modo Marco Angelini sposta il problema del suolo che stiamo perdendo, all’intero pianeta.”

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