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Al via Abu Dhabi Art

Ha aperto ieri al pubblico Abu Dhabi Art,  la fiera d’arte contemporanea di Abu Dhabi, giunta alla sua undicesima edizione e patrocinata da HH Sheikh Khalid bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, membro dell’Abu Dhabi Executive Council e presidente dell’Abu Dhabi Executive Office. Dyala Nusseibeh, direttore di Abu Dhabi Art, ha spiegato che la fiera «riunisce artisti, curatori, galleristi ed esperti con visioni incredibilmente stimolanti, che incanteranno senza dubbio i nostri visitatori. Con vari approfondimenti sullo scenario dell’arte contemporanea in diverse aree geografiche, commissioni site specific in luoghi storici e un mondo enigmatico creato nell’auditorium dai nostri artisti emergenti, la ricca programmazione regalerà moltissime occasioni di scoperta e contemplazione. Siamo grati per il generoso contributo offerto quest’anno da tutti i partecipanti e ideatori della manifestazione».

La fiera d’arte internazionale, infatti, oltre alla presenza di 50 gallerie internazionali, offre ai visitatori una serie di talk sul ruolo dell’arte e sull’identità culturale, sulla nascita di nuovi centri e di nuove generazioni artistiche. Ad aprire le danze ed inaugurare la rassegna il panel The Journey, durante il quale l’artista El Seed racconta la sua esperienza lavorativa attraverso 81 disegni e la testimonianza delle donne artigiane rifugiate nel campo profughi di Ain El-Hilweh, nel Sud del Libano. A seguire: (Dis) Placement,the role of Culture in Communities, un talk sul concetto di appartenenza affrontato dal punto di vista globale e architettonico; una serie di conferenze organizzate dal Comité Colbert, a proposito del ruolo chiave del lusso francese nello scenario artistico moderno; The Adventure of a New Generation, speech riguardante l’esplosione della creatività in Cina tramite le opere degli artisti esposte in New Horizon: China Today; Rising from the Pacific: Emerging Contemporary Art Centres, che vedrà confrontarsi i maggiori esperti, artisti e creativi che operano nella regione del Pacifico; On The Defense, dialogo sull’evoluzione e l’importanza della salvaguardia di un’identità culturale; Sacred Vs Spiritual: Islamic Art in Contemporary Lens, un confronto sull’estensione dei confini delle pratiche artistiche islamiche convenzionali verso un regno minimalista, concettuale, astratto e spirituale; The Artist, The Publisher, The Migrator, un dialogo con l’artista Mohamed Melehi, alla scoperta della sua carriera poliedrica di pittore, designer, muralista e attivista culturale nel sud del mondo; Gateway: Fragments, Yesterday & Today, panel sull’interazione tra manufatti archeologici e oggetti di interesse antropologico ed opere d’arte contemporanea.

Ma il programma non si ferma qui, in fiera anche spettacoli, seminari e masterclass che offriranno ai visitatori l’opportunità di interagire con gli artisti partecipanti ed entrare in contatto con le loro esperienze. A cura di Paolo Colombo, art advisor del Museo di Arte Moderna di Istanbul ed ex curatore del Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo di Roma, la mostra di arte visiva Gateway, in programma dal 21 novembre 2019 al 29 febbraio 2020 a Manarat Al Saadiyat con esposti preziosi manufatti concessi dall’Al Ain Museum accanto ad opere d’arte contemporanea che ancora oggi traggono ispirazione dagli ornamenti storici antichi. A questo si aggiunge il programma annuale Beyond: Artist Commissions in cui sculture e installazioni su larga scala presenti in tutto l’emirato, introducono gli artisti di fama internazionale Oliver Beer e Leandro Erlich. Non manca anche lo spazio lasciato ai nuovi talenti:  Ayesha Hadhir, Rawdha Khalifa Al Ketbi e Shaikha Fahad Al Ketbi, presenteranno le loro opere attraverso Beyond: Emerging Artists. Infine l’esposizione New Horizons, permetterà di esplorare l’arte contemporanea asiatica con un particolare focus sulle gallerie indiane; mentre Focus: Drawing, Tracing, Mapping, mostrerà la pratica del disegno come punto di partenza per presentare le modalità differenti impiegate dagli artisti per tracciare cartografie uniche, i sogni e l’immaginazione.

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