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Liu Ruowang. Wolves Coming

Un aggressivo branco di cento lupi che minaccia un impotente guerriero: con questa immagine si sveglierà domani mattina la Piazza del Municipio di Napoli. È questa l’allegoria con cui Liu Ruowang, uno dei maggiori artisti contemporanei cinesi, ha deciso di rappresentare la risposta della natura alle devastazioni compiute dall’uomo, stigmatizzando l’incontrollabile processo di antropizzazione dell’ambiente. Organizzata e curata da Matteo Lorenzelli, con la collaborazione di Milot e promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, la mostra Liu Ruowang. Wolves Coming, già esposta due volte in Italia (nel 2015 alla Biennale di Venezia nel Padiglione di San Marino e, sempre nello stesso anno, a Torino, nella sede dell’Università)  rimarrà allestita nella piazza fino al 31 marzo 2020. L’installazione accende i riflettori sugli eccessi del progresso della società contemporanea, tema molto caro all’artista che, con la sua spiccata propensione per le grandi dimensioni fa sì che le sue opere sfiorino la monumentalità senza però costituire una presenza ingombrante né ostacolare la percezione del contesto circostante. Le forme che crea, infatti, grazie ad uno studiato impatto scenico e al continuo dinamismo, vengono avvertite come attori di passaggio che occupano lo spazio senza appropriarsene, con un senso ciclico del moto che ripropone scene e suggestioni nel continuum temporale. ”I lavori – spiega l’artista –  sono presentati in gruppi perché la pluralità è il tipo di forma e di forza di cui ho bisogno quando sono intento ad esplorare la relazione tra l’essere umano e l’ambiente, anche alla luce del fatto che la Cina è da tempo un paese che porta avanti uno spirito collettivista. Creare i miei lavori in serie o gruppi corrisponde per me a un linguaggio strutturale del mio fare artistico che supera il linguaggio scultoreo”.

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